Il Tirreno

Alcol, in aumento i casi trattati al Sert

di Serena Insero

L’anno scorso si sono rivolte al servizio 58 persone, da gennaio a oggi sono già 40. Bevono anche i teenager

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PIOMBINO. In Val di Cornia c'è un dato preoccupante in crescita. È il numero delle persone che usufruiscono dei servizi specialistici dell'Asl per problemi da dipendenza da alcol, stimato in 152 in tre anni, con un trend in crescita del 10% rispetto agli anni precedenti.

Nel 2010 sono stati 54 gli alcolisti che hanno fatto riferimento al servizio del Sert, 58 nel 2011, e già 40 da gennaio ad oggi. Più uomini che donne. I primi rientrano nella fascia di età 40-50 anni, mentre le donne in quella tra i 50 ai 60 anni. Rispetto agli anni precedenti al 2010, si nota tuttavia un abbassamento dell'età per entrambe le fasce.

Un quadro completo? Quasi. «Non tutte le persone con problemi di alcol correlato hanno il coraggio di rivolgersi a noi – spiega il responsabile del Sert di Piombino, Maurizio Villa – Soltanto le persone più coscienziose riescono ad accettare il problema, quindi ad affrontarlo usufruendo dei nostri servizi». A preoccupare, dunque, è anche il dato sommerso. Ma come è spiegabile questo aumento? «L’abuso di alcol in questi tempi duri di crisi economica trova davvero terreno fertile – prosegue Villa – Di fronte alla crisi generale c'è infatti la tendenza da parte degli adulti a nascondersi dietro un bicchiere di vino».

Come si beve? «Il consumo di alcol è rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi dieci anni, ma il modello di consumo mediterraneo, basato sulla consuetudine di bere vino o comunque alcolici in quantità moderate e durante i pasti è radicalmente cambiato – puntualizza Villa – È aumentato infatti il numero di chi beve alcolici fuori pasto alla maniera anglosassone e quello dei giovani che bevono fino ad ubriacarsi». È il cosiddetto binge drinking, ovvero la tendenza a consumare sei o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione e in breve tempo. «Un fenomeno preoccupante che anche da noi sta diventando, oggi, un fenomeno di una certa rilevanza – conclude Villa – È un comportamento di consumo diffuso anche tra i teenager che risponde ad alcuni particolari bisogni: il disinibirsi nei rapporti per essere considerato ed accettato dai pari, per sentirsi più sicuro di sé, per cercare il divertimento e la gratificazione. Ma è molto pericoloso sia dal punto di vista neurologico che psico-fisico. Basti pensare che il cervello di una persona è in formazione fino ai 24 anni. Ciò significa che prima di questa soglia non si dovrebbe ingerire nessun tipo di sostanza alcolica».

Se la legge vieta di somministrare alcolici al di sotto di sedici anni, come fanno i ragazzi, ad aggirare i divieti? È facile. Basta portarsi le bottiglie da casa, o comprarle nei supermercati. Gelosamente nascosti, vengono recuperati la sera prima di uscire ed è fatta. Il gruppo di amici si apparta lungo le vie più nascoste della città o fuori dai locali in modo tale da consumare gli alcolici senza essere disturbato. I post-sbornia sono visibili ad occhio nudo nei parcheggi delle discoteche, nei giardinetti, lungo le viuzze delle città dove capita spesso di trovare vetri di bottiglie rotte, residui di vomito disseminati in qua e là.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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