Il Tirreno

Oltre all’Imu la beffa Il governo azzera i fondi perequativi

di Luca Centini
Oltre all’Imu la beffa Il governo azzera i fondi perequativi

Tagli del 100% ai trasferimenti per sette Comuni su otto Secondo l’Anci, Portoferraio rinuncerà a quasi 2 milioni

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PORTOFERRAIO. Non bastava la stangata dell’Imu, che per i cittadini elbani si preannuncia sanguinosa a causa dei valori catastali pazzi, ma il cui gettito sarà girato per buona parte dagli enti locali nelle casse dello Stato. Il nuovo terremoto per la tenuta finanziaria dei Comuni, che rischiano seriamente di non cavare un centesimo con l’avvento della nuova imposta sugli immobili, è legato ai tagli massicci ai fondi perequativi, fino al 2011 riversati come compensazione finanziaria nelle casse dei Comuni.

Una sorta di riequilibrio finanziario pattuito tra il governo centrale e i Comuni secondo le linee tracciate dal federalismo municipale, anche in seguito all’abolizione stabilita dal governo Berlusconi dell’Ici sulla prima casa.

Fino al 2011, di fatto, i Comuni dell’isola hanno fatto affidamento su quelle risorse. Solo l’amministrazione di Portoferraio ha potuto contare su un esborso di quasi 2 milioni di euro, Campo nell’Elba su 1,2 milioni per citare le due realtà che risentiranno maggiormente del taglio.

Secondo le stime di Anci, che ha calcolato l’entità dei fondi perequativi per il 2012 sulla base dei dati ministeriali, i Comuni toscani dovranno far fronte a un taglio del 51%, mentre l’Elba, eccezion fatta per Porto Azzurro, subirà una riduzione del 100%.

La reazione. Il motivo del taglio totale dei fondi di perequazione starebbe in un calcolo sovrastimato su quanto i Comuni dovrebbero incassare con l’Imu. Secondo i le amministrazioni elbane i numeri su cui si basa il ragionamento del Ministero sono di gran lunga più alti rispetto alle simulazioni dei vari uffici contabili degli enti locali.

Per questo motivo - il prossimo 17 maggio - una delegazione di Ancim incontrerà i responsabili del Ministero delle Finanze per mettere in evidenza la discrasia tra i dati calcolati e per mettere una pezza su una situazione che rischierebbe di mandare a gambe all’aria la tenuta dei bilanci delle amministrazioni.

Ieri il problema è stato affrontato a Roma, in un incontro organizzato da Ancim a cui ha preso parte una delegazione elbana composta da Andrea Ciumei, Claudio Della Lucia e Giovanni Fratini.

Tassa di sbarco. Nell’incontro romano si è parlato di finanza locale e, in particolare, della tassa di sbarco, per la quale è in corsa la stesura del regolamento di applicazione. L’obiettivo di Ancim è giungere entro la fine di maggio alla redazione del regolamento che, a giugno, dovrà essere deliberato dai Consigli comunali. I tempi sono stretti, quindi, ma i nodi restano gli stessi. Ovvero mettere d’accordo tutte le amministrazioni locali, storicamente resistenti ad allinearsi su un unico obiettivo. Il rischio che i comuni elbani corrono, in una fase in cui le risorse dello Stato subiscono tagli massicci, è rimanere questa estate a mani vuote, avendo rinunciato all’applicazione della tassa di soggiorno e non facendo in tempo a chiudere il cerchio su quella di sbarco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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