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Ceramiche medievali entro un anno al Castello
I reperti della chiesa di Sant’Antimo sopra ai canali troveranno spazio al museo Dalla Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno un contributo di 200mila euro
PIOMBINO. 200mila euro per le ceramiche medievali della chiesa di Sant'Antimo ai canali. È il contributo che la Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno ha accettato di assegnare al Comune per la musealizzazione dei reperti che furono rinvenuti - a metà del 2003 - durante i lavori di restauro del vecchio ospedale.
Circa 750 tra vasi, piatti, pentole e brocche dal XIII secolo in poi: un patrimonio archeologico di inestimabile valore che subito stabilì una catena di interesse, di attenzione e di collaborazione tra Piombino, la Sovrintendenza e l'università di Siena.
Fu l'ateneo toscano (dipartimento di archeologia e storia delle arti) a occuparsi delle fasi di recupero e di restauro, condotte sotto la direzione di Giovanna Bianchi, con la collaborazione dell'Associazione Archeologica di Piombino e sotto la supervisione di Maria Teresa Lazzarini della Sovrintendenza di Pisa.
Già allora la Cassa di Risparmi non fece mancare il proprio contributo e assegnò al progetto – portato a compimento nel 2010 - dapprima 10 mila e poi 50 mila euro, questi ultimi anticipazione dei complessivi 200 mila. Grazie alla quota attesa adesso, il Comune riuscirà coprire quasi il 50 % della somma stimata per la musealizzazione dei reperti, pari a circa 450 mila euro (445.479,65 euro, IVA inclusa): il perfezionamento legale del rapporto tra amministrazione e Fondazione sarà firmato a breve.
L'annuncio dell'approvazione dello schema di convenzione tra i due soggetti arriva a soli due giorni di distanza da quella del progetto esecutivo – anch'esso redatto dall'università di Siena - per l'inclusione delle ceramiche nel patrimonio museale del Castello (gestito, dal 2008, dalla Parchi).
Un'operazione che richiederà una sostanziale riorganizzazione del percorso della struttura, al cui interno, oltre alle ceramiche, verranno esposte anche le teste zooforme originali provenienti dalla Fonte dei Canali di Marina e attribuite a Nicola Pisano.
Questo per costruire una documentazione complessiva della storia della città a partire dal XI secolo: documentazione, quindi, che nello spirito di quanto raccolto, passa anche attraverso i moltissimi oggetti di uso comune compresi nel prezioso corpus ceramico.
La Piombino delle origini tornerà quindi ai suoi abitanti anche attraverso un piatto con dipinto su un pesce, un boccale con su raffigurati due volatili, e ancora moltissime coppe, bacili, colini, spesso finemente decorati, testimonianza di una civiltà che anche nelle sue attitudini più semplici non disprezzava il buon gusto estetico.
Così rinnovato, il museo amplificherà il proprio approccio didattico tramite un'organizzazione puntuale in distinte sale tematiche, a loro volta contraddistinte da nuovi arredi e nuove dotazioni multimediali. Le operazioni, prevedibilmente, si concluderanno nella primavera 2013.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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