Il Tirreno

Cane morto per colpa del falso veterinario

Cane morto per colpa del falso veterinario

Operato da un presunto medico romeno che gli ha tagliato in due l’intestino e i vasi sanguigni provocandogli atroci dolori e un infarto addominale

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. La cagnetta è arrivata a Cecina in serata in preda a fortissimi dolori addominali. Il proprietario, di Piombino, preso dal panico, l’ha affidata a un amico veterinario (anche lui piombinese) che l’ha trasportata d’urgenza all’ambulatorio del dottor Marco Melosi.

Ma dopo pochi minuti, nonostante il soccorso immediato, la bestiola è morta. «Quando mi hanno detto che l’animale era stato operato il giorno prima per una sterilizzazione - racconta il dottor Melosi - ho voluto vederci chiaro. Così ho eseguito l’autopsia e il risultato è stato sconvolgente. La povera bestia aveva un metro di intestino in necrosi, che gli ha causato un infarto addominale, perché l’intestino era stato tagliato e malamente ricucito alle due estremità; non solo: erano stati recisi anche i vasi sanguigni. Un lavoro da macellaio». E in effetti l’intervento era stato eseguito probabilmente da un falso veterinario. Il proprietario, che vuole rimanere anonimo, ha raccontato di aver portato il cane, una meticcia tigrata di nemmeno un anno, in un ambulatorio nella zona di Salivoli e intestato, su una targa di legno, a tale «Vladimir R., studio veterinario», un rumeno (così si è qualificato) che gli ha praticato un prezzo stracciato: 50 euro, contro i 250 che mediamente è il costo di una ovarectomia.

Riportata a casa, la cagnetta si è subito sentita male. I proprietari hanno prima attribuito il malessere ai postumi dell’anestesia. Ma nel pomeriggio il povero animale ha cominciato a lamentarsi sempre di più e a guaire disperatamente. Così hanno telefonato al presunto veterinario che l’aveva operata, ma non l’hanno trovato. A quel punto si sono rivolti al giovane amico veterinario, che dopo averla visitata e curata, non sapendo più cosa fare, ha chiesto aiuto al collega più esperto. E da lì è partita la corsa sulla Variante verso Cecina, per cercare di salvare l’animale, che nel frattempo agonizzava.

«É stata una cosa terribile - continua Melosi - purtroppo la bestiola è morta fra atroci dolori, perché l’infarto addominale provoca reazioni strazianti. Quello che voglio dire ai proprietari è di stare molto attenti: prima di mettere il loro animale in mano al primo venuto si accertino bene che abbia le competenze adeguate. La prima regola è conoscere il medico a cui ci si rivolge. E di fronte a prezzi così stracciati rispetto al normale diffidare sempre. Non è possibile infatti che un intervento del genere possa costare 50 euro. Evidente, che chi ha operato la cagnetta non sapeva dove mettere le mani». Intanto l’ambulatorio del presunto veterinario low cost, sconosciuto all’Ordine e agli uffici comunali, è sparito. Chiuso. Sul caso indagano i carabinieri e i Nas, ai quali Melosi, anche in qualità di presidente dell’Ordine dei medici veterinari, ha sporto denuncia. (m.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini