Il dolore
Piazza Gramsci, polemica sul granito “straniero”
Gente Comune attacca il sindaco per non aver scelto un’impresa locale «Non è questo il modo di fare sistema in una fase economica complicata»
PORTOFERRAIO. Altolà al granito straniero. Sì perché in un periodo di vacche magre sostenere l’economia locale è una priorità. E anche il materiale utilizzato per rifare una piazza del paese può essere una fonte inaspettata di polemiche. L’esempio in questione riguarda il rifacimento di piazza Gramsci a Portoferraio. Una terrazza con vista mozzafiato sulla città antica, che si apre proprio davanti allo storico Teatro dei Vigilanti.
Il progetto di restauro, con tanto di nuova illuminazione, pavimentazione e il ripristino della fontana al centro della piazza è un fiore all’occhiello dell’amministrazione Peria che ha annunciato l’opera da tempo. I lavori stanno andando avanti e in questi giorni si inizia a vedere con una certa chiarezza il nuovo aspetto della piazzetta in centro storico. Tutto bene, quindi. E invece no, perché al centro delle polemiche è finito il granito utilizzato per la pavimentazione. Granito che non può vantare provenienza elbana, ma è stato importato dal continente. Difetto che non è passato inosservato ai consiglieri di minoranza del gruppo Gente Comune.
«L’amministrazione Peria, forse per la fretta di concludere, ha trascurato un particolare di non poco conto – ha spiegato il capogruppo di minoranza Roberto Marini – il granito utilizzato per la nuova pavimentazione non è granito elbano, non proviene dalle cave di San Piero, ma dal continente. Quindi, piuttosto che favorire un’azienda elbana si è preferito comprare fuori dai confini della nostra isola. Questa scelta contrasta completamente con quella fatta da altri comuni elbani, come quello di Campo, dove per il rifacimento della piazza del Comune e delle vie del centro si é fatto la scelta giusta: solo granito elbano».
La critica è chiara: in un momento di grave crisi economica si sarebbe persa un’occasione per dare una mano a un’impresa locale. «La nostra amministrazione ha fatto una scelta diversa, ha snobbato il granito locale o peggio non ci ha neanche pensato– dice Marini – forse perché di un altro comune dell'Elba. Come prove generali di Comune unico non c'é che dire. Certo la spesa sarà stata minore, ma sicuramente anche il risultato. E visto che, a dir bene, la nuova piazza Gramsci sarà l'unica cosa fatta in dieci anni si poteva farla meglio, molto meglio. Concludo dicendo che non fa onore all’amministrazione dare la responsabilità della scelta alla direzione dei lavori. Spesso il sindaco ha parlato di fare sistema, ma i buoni propositi non corrispondo ai fatti».
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