Finanza
Frecciabianca, stop per un guasto
Fuma l’impianto elettrico, 250 viaggiatori traslocati sul regionale
CAMPIGLIA. Tanto vapore, molto fumo, puzzo di buciato da sotto un vagone del treno d’ultima generazione.
Il Frecciabianca (sì quello pubblicizzato per “comfort e velocità” da Trenitalia su internet e con biglietti adeguati a tali servizi), ieri mattina si è “rotto” ed è stato stoppato a Campiglia.
Preciso sul binario alle 8,20. Ma visto l’odore e la “nebbia improvvisa” i dirigenti delle ferrovie hanno stabilito fosse meglio far scendere subito tutti i passeggeri - circa 250 persone - per farli salire sul treno in transito per Roma, non molto tempo dopo. Chiesto l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Piombino mentre la Polfer gestiva la situazione. Nessun problema per i viaggiatori.
Sentore che qualcosa non andava sembra l’avesse avvertito chi era salito a Livorno, come se il surriscaldamento avesse comportato qualche problema (si sentiva già pessimo odore, vicino ai vagoni). Evidentemente così è stato ed alla fermata seguente, Campiglia, non è stato possibile proseguire oltre.
«Si è trattato proprio di un surriscaldamento, forse legato agli impianti elettrici nella parte esterna del treno. Non la motrice, ma la vettura ristorante – spiegano a Trenitalia, dagli uffici di Firenze – Il Frecciabianca è arrivato a Campiglia nel normale orario e i pompieri sono stati avvertiti per precauzione. Non c’è stato fuoco». Confermano da Firenze che il “trasloco” dei viaggiatori è stato deciso «per far sì che perdessero meno tempo possibile per arrivare a Roma». Alle 8,50 il Regionale, ieri con alcuni minuti di ritardo.
Gli utenti del Frecciabianca hanno raggiunto la Capitale con un’ora e mezzo in più dell’orario previsto. Tranitalia si dichiara pronta al rimborso del biglietto per il disagio.
Nessun problema per gli altri treni di passaggio: il Frecciabianca è stato deviato su un binario secondario, da dove verrà trasferito questa mattina.
Polemici gli abitanti della zona: «Alcuni viaggiatori del Frecciabianca – raccontano – sono entrati in una stazione fatiscente e si sono spinti nella piazza antistante. Visti gli scarsi servizi disponibili che figuraccia per la Val di Cornia».
Cecilia Cecchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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