Il Tirreno

«Campioni inutilizzabili o perduti strada facendo»

di Valeria Parrini
«Campioni inutilizzabili o perduti strada facendo»

Lando Del Pia (Funzione pubblica Cisl) boccia il tour delle provette per le analisi Sollecitato un confronto con l’Asl e l’intervento rapido delle istituzioni

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PIOMBINO. Contenitori senza refrigerazione adeguata, mischiati con campioni di altri laboratori. Ritardi nelle risposte. Provette che vanno perdute. Pazienti che devono rifare i prelievi.

Le segnalazioni sono circostanziate. A renderle pubbliche è la Cisl funzione pubblica con il segretario provinciale, Lando Del Pia.

Il tour delle analisi intrecciato tra i vari laboratori della provincia, concentrato principalmente su Livorno con puntate anche in altre aziende come la pisana, non ha mai convinto il sindacato. E non solo il sindacato.

Alla prova dei fatti, con un centinaio di campioni che ogni giorno lasciano Piombino, e una casistica preoccupante, Del Pia prende la palla al balzo. Torna sulla definizione di «fanta-riorganizzazione». Accenna a un modello che risulta funzionale a logiche politiche territoriali piuttosto che ad una vera razionalizzazione delle risorse. Sottolinea i nuovi carichi di lavoro per i dipendenti. La loro mobilità. In qualche caso possono essere chiamati a percorrere 170 chilometri.

In base a quale logica? Con quale programmazione? Con quale utilità collettiva? Gli interrogativi del sindacalista si rincorrono sull’economicità dell’operazione che ha portato allo smantellamento del laboratorio di Villamarina «per una migliore organizzazione ed economicità tutte da dimostrare».

Ma è sul fattore qualità che si concentra il commento del segretario provinciale della Fp Cisl: «Le notizie in nostro possesso sono poco rassicuranti. Non passa giorno - afferma Del Pia - che qualche utente non sia chiamato a ripetere gli esami a causa della perdita delle provette o perchè queste non arrivano nelle condizioni di integrità in cui dovrebbero arrivare».

Tanto che alla Cisl risultano problemi di certificazione della qualità in base ai protocolli di sicurezza introdotti per rendere uniformi i risultati delle analisi sui campioni viaggianti e su quelli trattati sul posto.

«A volte le provette vengono lavorate ed esaminate anche dopo 10-12 ore dal prelievo mentre le condizioni chimicofisiche del sangue non sono le stesse, dopo ore e ore dentro una macchina. Specialmente nella stagione calda», aggiunge Del Pia. Che di una cosa si dice sicuro: «La politica e le istituzioni locali devono interrogarsi e verificare con attenzione quanto sta avvenendo nella nostra zona. Noi ci metteremo altrettanta attenzione. Dobbiamo arrivare ad un confronto con l’azienda e fare chiarezza sul futuro della qualità delle prestazioni. Quel confronto finora non c’è stato», chiude il sindacalista. Non prima, però, di sottolineare che «la direzione sta procedendo in silenzio senza alcun dialogo nè trasparenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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