Il Tirreno

Tassa soggiorno, pioggia di critiche da destra e sinistra

Tassa soggiorno, pioggia di critiche da destra e sinistra

 Il dibattito sulla tassa di soggiorno, in vigore dal 1° maggio fino al 31 ottobre, desta sempre più reazioni non solo nell’ambito turistico- commerciale, ma anche in quello politico.

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SAN VINCENZO. Il dibattito sulla tassa di soggiorno, in vigore dal 1° maggio fino al 31 ottobre, desta sempre più reazioni non solo nell’ambito turistico- commerciale, ma anche in quello politico. Ad intervenire sull’argomento sono un esponente della sinistra e uno della destra: Nicola Bertini del Forum e Davide Bezzini del circolo sanvincenzino di Futuro e Libertà.

«La tassa di soggiorno a San Vincenzo – sostiene Bertini - sarebbe dovuta partire il 1° aprile, ma non si è riusciti a distribuire i software e si è preferito il 1° maggio. Intanto, nessuno si era accorto dei ricorsi regionali. Il Comune è costretto all’ennesimo dietrofront, ed è slittata anche la data del 1° maggio. Per fortuna, diciamo noi, perché tra rincari d’ogni genere, l’autostrada a pagamento fino a Cecina, la volontà assurda di mettere a pagamento i parcheggi di Rimigliano, la tassa di soggiorno e l’Imu, sul turismo nel 2012 si abbattono più balzelli di quanti non se ne siano abbattuti negli ultimi dieci anni messi insieme».

Per Bertini, l’amministrazione dovrebbe discutere a fondo della questione, portando a conoscenza di tutti, in consiglio comunale, le bozze del bilancio di previsione 2012, al fine di conoscere le esigenze di bilancio, la necessità di entrate e la loro destinazione.

Per Davide Bezzini, il problema più grosso è rappresentato dalla cifra che l’amministrazione ha intenzione di riportare nel bilancio di previsione non ancora approvato.

«Se da un lato – dice Bezzini – l’imposta sarà riscossa dagli albergatori, dall’altro si può ipotizzare che la maggior parte dei turisti potranno non sottostare all’imposizione della nuova tassa, rifiutandosi di versarla».

«Quale sarà la strada che l’amministrazione seguirà per riscuotere l’imposta? Spenderà i soldi pubblici per tentare di riscuotere la tassa pagando le parcelle dei propri legali? Quale sarà il ritorno d’immagine nei confronti dei turisti? E, nel caso di carente introito nelle casse comunali, sarà dato incarico alla polizia municipale di recuperare le somme mancanti con raffiche di contravvenzioni? Come si intenderà incentivare – conclude Bezzini - l’afflusso turistico?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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