Il dolore
Lucchini ancora senza Cda, cresce l’allarme
Il ritardo nella nomina oscura le prospettive Domani pomeriggio il convegno di Fim, Fiom e Uilm
PIOMBINO. L’anomalia c’è e preoccupa. Ad oltre due mesi dall’omologa del piano per la ristrutturazione del debito Lucchini, le banche non hanno ancora nominato il nuovo consiglio d’amministrazione. E ogni giorno di ritardo offusca ulteriormente la prospettiva. Frena la ricerca di un acquirente e un altro, indispensabile, passaggio al ministero.
Per fare il punto e soprattutto spingere verso l’uscita da un lungo periodo di navigazione a vista, le segreterie sindacali hanno promosso il convegno pubblico di domani pomeriggio. Inizio alle 15 nell’auditorum del Centro giovani.
I lavori saranno presieduti da Vincenzo Renda (Uilm), introdotti dalla relazione di Fausto Fagioli (Fim) e conclusi da Luciano Gabrielli (Fiom).
Nelle ultime ore, i vuoti della scaletta delle presenze hanno preso i volti dell’assessore regionale al lavoro, Gianfranco Simoncini, del presidente della Provincia, Giorgio Kutufà e dell’assessore Ringo Anselmi. Affiancheranno i sindaci del comprensorio, i rappresentanti delle forze politiche e delle associazioni di categoria.
Memori dell’anno d’attesa che si è rivelato necessario per arrivare all’asseveramento del piano da parte del tribunale, le organizzazioni sindacali tentano l’accelerazione. Dicono di essere pronte ad un’ampia mobilitazione.
Si riparte dalla piattaforma alla base della manifestazione del 15 novembre scorso, che portò in piazza 4 mila persone.
Dei punti individuati in quei giorni, uno solo è stato ottenuto nel frattempo: il mantenimento dell’occupazione attraverso i contratti di solidarietà che i sindacati puntano ad estendere ai lavoratori delle imprese d’appalto. L’arrivo di un acquirente credibile, che investa in fabbrica partendo dal rifacimento dell’altoforno, si salda ad un altro elemento che Fim, Fiom e Uilm ritengono ineludibile: il mantenimento del ciclo integrale. La sola soluzione ritenuta valida per stabilizzare, insieme al lavoro e all’indotto, l’economia del comprensorio.
Nel convegno di domani troverà spazio anche la situazione della Magona dove alla crisi generale, si aggiunge la forte concorrenza interna determinata dai gruppi Marcegaglia, Riva e Arvedi.
Ancora di siderurgia si parlerà nel convegno organizzato dai Comunisti italiani venerdì prossimo alle 15 a palazzo Appiani. «Fragilità dell’acciaio o mancanza di strategia?» è il titolo dell’incontro che verrà introdotto da Michele Mazzola (segretario provinciale del PdCI).
Interverranno rappresentanti del sindacato locale, Stefano Bezzini (operaio Lucchini) l’economista Domenico Moro, Achille Passoni (direzione nazionale Pd), Laura Spezia (segreteria nazionale Fiom) e il giornalista Francesco Piccioni (redazione del Manifesto). Le conclusioni sono state affidate a Fosco Giannini, esponente della segreteria nazionale del partito.
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