Finanza
La storia di don Vito e della città
Si raccoglie materiale per un libro sulla nascita di Salivoli, momento di massima crescita demografica
PIOMBINO. L'idea è raccontare la storia di un sacerdote, don Vito Latini, che ha dedicato tutta la sua vista a una parrocchia, San Giuseppe Artigiano a Salivoli. E questo proprio nel momento - tra gli anni Sessanta e Ottanta - di massima crescita industriale e demografica della città.
Il progetto - appoggiato da don Luca Fedi, attuale parroco di Salivoli (che grazie al suo impegno è riuscito a dare nuova spinta alla vita parrocchiale col massimo coinvolgimento dei ragazzi) - è di un pool di fedeli, "giovani" del gruppo Fac, Fraterno aiuto cristiano, fondato proprio da don Vito negli anni Settanta, e di parrocchiani che il sacerdote l'hanno accompagnato nella sua missione in città.
«Dopo qualche mese di ricerche _ spiegano i promotori dell’iniziativa _ si è deciso di parlarne, per trovare nuove collaborazioni. Bello ricodare don Vito che è scomparso nell’aprile 1999 e pur essendo nato a Firenze ha deciso non a caso di essere sepolto a Piombino. Vorremmo che la sua memoria non andasse perduta, la parrocchia è davvero cresciuta attorno a lui».
Don Vito era arrivato in Val di Cornia a fine anni Cinquanta. Prima a Campiglia, poi a Piombino alla Misericordia. Nell’aprile 1965 a Salivoli. Qui solo la piccola cappella (c’è ancora, davanti alla chiesa grande) realizzata dai frati dell’Immacolata.
Il lavoro si è mosso proprio da qui, dal 1965. Immediata la collaborazione assicurata da quanti sono stati già contattati,che si sono detti disponibili a fornire immagini e documenti. Attraverso "i giornalini" editi dal Gruppo Fac sarà possibile ripercorre la vita dei gruppi di ragazzi che si sono avvicendati nel catechismo, nei campi scuola a La Verna. Commovente la lettera di saluto dei parrocchiani indirizzata al vescovo, quando don Vito lasciò la parrocchia nel 1986.
All’opera anche sacerdoti della diocesi di Massa Piombino che don Vito l'hanno conosciuto e stimato.
Tra il materiale già a disposione un ricordo dal cardinale di Firenze, Piovanelli, che aveva studiato in seminario con don Vito (insieme a don Milani). L’amicizia tra il cardinale e don Latini non si era mai interrotta.
Ma l’opera è tutt'altro che finita: sarebbe bello poter inserire anche il ricordo di qualche “studente” delle medie Manzoni, dove don Vito ha insegnato religione a generazioni di piombinesi. Chi volesse partecipare e avere informazioni può contattare Cristina Bernazzi, mail: criberna@alice.it (oppure c.cecchi@iltirreno.it).
Il materiale sarà poi raccolto ed organizzato per una pubblicazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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