Il Tirreno

Evasione: i vertici dell’Unicoop prosciolti

Evasione: i vertici dell’Unicoop prosciolti

Dopo l’ultima udienza in tribunale a Grosseto su presunte irregolarità nella dichiarazione dei redditi

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GROSSETO. I vertici della Unicoop Tirreno sono stati assolti perché il fatto non sussiste dalle accuse relative a presunte irregolarità contenute nella dichiarazione dei redditi della "Vignale Immobiliare" spa, come anche della Ipercoop Tirreno, della Venus della Acov e della stessa Unicoop ritenute far parte del medesimo gruppo societario. Erano sotto accusa Sergio Costalli, 60 anni, vicepresidente fino al settembre 2003 di Vignale Immobiliare, poi presidente e firmatario della dichiarazione fiscale 2004, nonché vicepresidente dal giugno 2003 della Unicoop; Marco Lami, 57 anni, vicepresidente dal settembre 2003 di Ipercoop, poi presidente dall'aprile 2004 nonché vicepresidente dal giugno 2003 di Unicoop; Aldo Soldi, 61 anni, vice di Vignale fino all'aprile 2004, vicepresidente e presidente fino all'aprile 2004 di Ipercoop e infine vicepresidente e presidente di Unicoop.

Secondo l'accusa, Costalli - su istigazione di Lami e Soldi - nella dichiarazione 2003 della Vignale avrebbe omesso di dichiarare un imponibile da 17,7 milioni di euro per un imposta evasa da oltre 6 milioni. Stando agli accertamenti della Procura, i tre avrebbero progettato e realizzato una serie di operazioni straordinarie coinvolgenti le società del gruppo volte a neutralizzare le plusvalenze derivanti dalla cessione di immobili della Vignale, attraverso l'utilizzo di perdite pregresse e correnti di altre società del gruppo. Un'inchiesta partita tempo addietro, con il verbale di constatazione dell'Agenzia delle entrate di Firenze del gennaio 2007 e con la prescrizione interrotta dalla citazione a giudizio emessa dalla Procura di Firenze nell'aprile 2009. Costalli doveva rispondere da solo di un'ulteriore contestazione, relativa al periodo 2004-2007 quando era legale rappresentante della Vignale, sempre relativa alla dichiarazione 2003: i due fascicoli sono stati riunificati.

Nel corso dell'ultima udienza, è stato sentito il consulente tecnico Gionni Guerrieri. Al termine, il pm onorario Di Guglielmo aveva sollecitato l'assoluzione per la mancanza dell'elemento psicologico. Il giudice Compagnucci ha accolto la richiesta, riservandosi 30 giorni per il deposito della motivazione. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Padovani e Bertolini.(p.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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