Il dolore
Cazzotti, sputi e ingiurie in classe
La vittima frequenta una prima superiore e ha deciso di rivolgersi allo sportello specializzato del ministero
PIOMBINO. Sputi, cazzotti, ingiurie. Parole pesanti sul web. Qualche libro che sparisce. Materiale didattico prelevato dallo zaino, fatto a pezzi e rimesso al suo posto. Perchè siamo a scuola. Qualche episodio, però, si registra anche all’esterno.
Il ragazzino ha 15 anni e frequenta il primo anno delle superiori. Ieri in cronaca, per lo stesso motivo, è finito un suo amico. Stessa età, stesso istituto ma classi diverse.
La storia va avanti dall’inizio dell’anno scolastico. E per lui non è la prima volta. Già alle medie, nel maggio 2010, fu aggredito con pugni e calci da un branco di coetanei. Alla fontanella all’angolo tra via Fucini e piazza Dante.
Anche allora, visita al pronto soccorso e referto. Come un paio di mesi fa, a poca distanza dalla riunione tra insegnanti e genitori indetta dopo le segnalazioni dei familiari della vittima. Quella riunione però, qualche effetto sembrava averlo avuto. Alcuni avevano smesso di accanirsi su di lui. Altri, no.
I protagonisti sono diversi da quelli delle medie. Quelli di ora sono quattro, al seguito di un capo che provano a coprire regolarmente.
Stavolta, però, il ragazzino e i suoi hanno deciso di imboccare una nuova strada, oltre ad aver incaricato un avvocato di procedere legalmente. Si sono rivolti allo sportello attivato dal ministero dell’Istruzione per contrastare un fenomeno che solo raramente riesce ad emergere ma che riesce a fare danni pesanti.
Hanno parlato con gli operatori, hanno prodotto la descrizione circostanziata di numerosi episodi. Ed è stato proprio lo studente a tratteggiare il quadro.
Le provocazioni continue, le botte. Nessuna tregua, neanche in gita. E lui che risulta talmente provato psicologicamente, da indurre il medico di famiglia a coinvolgere uno psicologo.
«Quando i professori si accorgono del male che mi stanno facendo o delle parolacce che mi dicono in classe, fanno i rapporti. Una volta - scrive lui stesso - un’insegnante si è accorta della gomitata che avevo preso e ha fatto la nota. Il colpevole ha replicato che l’avrebbe denunciata per falso».
«Non so più come fare. Tutti i giorni sono così, più o meno. Mi sento triste - aggiunge - perchè non so come comportarmi. Mi piace andare a scuola ma sta diventando un incubo. Con altri compagni di classe vado d’accordo e sono bravi con me. Spero che mi aiutino a far smettere tutto questo».
«La scuola ha assicurato che prenderà dei provvedimenti adeguati. Noi ci contiamo perchè in tutta onestà non ce la facciamo più a sosteneree la situazione», spiega la madre. Che tiene a sottolineare la disponibilità e la collaborazione manifestata dagli operatori del ministero.
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