Il dolore
Comune unico, aspiranti sindaci divisi
Simoni e Agarini dicono no, Cecchi e Correani possibilisti: ecco come hanno risposto i quattro candidati di Porto Azzurro
PORTO AZZURRO. Tre domande sul altrettanti temi caldi che negli ultimi mesi hanno occupato un ruolo di rilievo nel panorama politico elbano. Ecco come hanno risposto i candidati sindaci alle amministrative di Porto Azzurro.
Sullo sfondo di queste elezioni è ben presente il dibattito sull’ipotesi di scioglimento dei Comuni elbani a favore del tanto dibattuto Comune unico. Che ne pensano i candidati sindaci?
Luca Simoni: La nostra posizione è chiara e lo abbiamo anche scritto nel programma. Siamo contrari, del resto il sindaco uscente Papi è il presidente e il primo firmatario del comitato del No al Comune unico. Credo inoltre che sia un controsenso candidarsi a sindaco in una municipalità come quella di Porto Azzurro ed essere a favore del Comune unico.
Arianna Agarini: Sono dell’idea che per il Comune unico non ci sia abbastanza informazione, o meglio non sono chiari i pro e i contro di questo riassetto istituzionale. E comunque in una vera democrazia devono essere i cittadini a decidere. Una cosa importante è che ogni comune perderebbe la propria identità, sono molto eterogenei gli otto comuni per riunirli in uno solo sia come storia che come tradizioni.
Massimo Correani: Porto Azzurro deve recuperare un ruolo di comune protagonista, e non “isolazionista”, all’interno del sistema Elba poiché alcune importanti sfide devono esser affrontate come territorio unitario. Sono a favore di una semplificazione istituzionale ma la futura strada da percorrere la tracceranno i cittadini con il voto del referendum e il mio impegno sarà quello di difendere la loro volontà.
Fabio Cecchi: La scelta spetta ai nostri concittadini. Attraverso lo strumento del referendum, ma soprattutto attraverso la nostra struttura di ascolto, che metteremo subito a disposizione. In compenso, noi saremo sempre presenti a tutti gli appuntamenti istituzionali, senza delegare ad altri le decisioni che regolano la vita del Sistema Elba.
Ci piacerebbe sapere cosa pensano i candidati sindaci delle condizioni in cui si trova l’ospedale dell’Elba e, se eletti, come intendano muoversi in conferenza dei sindaci per risolvere, se ci sono, i problemi segnalati dai comitati.
Luca Simoni: Come amministratore sarà mia intenzione combattere contro lo smantellamento dell’ospedale. È inammissibile che sia paralizzata l’isola d’Elba e si potenzi invece l’ospedale di Piombino, quando un piombinese nello stesso tempo che noi impieghiamo per attraversare il canale può raggiungere ospedali qualificati come Pisa e Livorno.
Arianna Agarini: Assolutamente la questione va risolta nella maniera più positiva possibile. Stando su un'isola non solo siamo isolani ma anche isolati e sono estremamente convinta che l'ospedale deve essere potenziato, per cui mi batterò su questa questione di vitale importanza.
Massimo Correani: L'isola deve essere in grado di dare ai propri cittadini i servizi essenziali, come quello sanitario. Il diritto alla salute è un diritto la cui garanzia non deve misurarsi con un numero minimo di abitanti che chiedono il servizio, i nostri cittadini si attendono prestazioni ed un servizio sanitario che non li costringa ad un trasferimento in continente per ogni minimo problema di salute.
Fabio Cecchi: Le condizioni dell'ospedale elbano ci preoccupano, così come ci preoccupa l'eccessiva politicizzazione della conferenza dei sindaci. All'interno di quella struttura, se eletti, vorremmo che i partiti non mettessero piede, come invece è successo per le riconferme di Calamai e Scelza.
Cari candidati sindaci, che ne pensate dell’ipotesi di applicare la tassa di sbarco o la tassa di soggiorno?
Luca Simoni: Avevamo detto no in tempi non sospetti alla tassa di soggiorno. Sulla tassa di sbarco, non abbiamo ancora fatto una valutazione precisa anche se è importante il fatto che questa sollecitazione arrivi da Ancim. Se è certo che da una parte ci preoccupano i tagli dello Stato alle amministrazioni locali, dall’altra non possiamo non esserlo sugli effetti che l’imposta può comportare sul turismo.
Arianna Agarini: Non sono d’accordo con queste tasse, ogni comune deve potenziare e valorizzare il proprio territorio e promuoverlo turisticamente su scala nazionale e internazionale. Le tasse hanno effetto solo negativo sul turismo.
Massimo Correani: Noi siamo nettamente contrari alla tassa di soggiorno e ci stupisce che l'amministrazione uscente, dopo averla istituita anche se mai applicata, ne dichiari la sua contrarietà nel programma elettorale. Mentre la tassa di soggiorno colpiva solo le attività ricettive, la tassa di sbarco risulta esser sicuramente più equa, da una parte perché colpisce tutti e dall'altra perché meno gravosa.
Fabio Cecchi: La tassa di sbarco secondo molti (soprattutto le associazioni di consumatori) scoraggia i turisti “mordi e fuggi”, mentre per gli amministratori pubblici potrebbe far arrivare soldi necessari per migliorare i servizi. Siamo favorevoli perché comunque più equa, colpisce tutti indistintamente, a prescindere dal numero di giorni di vacanza nelle isole.
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