Sicurezza
Cartelle cliniche digitali, ora è pronto il progetto
Dal 2013 anche quelle di Villamarina saranno contenute in un archivio robotico I medici le consulteranno al computer e i pazienti non perderanno tempo
PIOMBINO. Sarà più facile e più rapido chiedere ed avere una cartella clinica, d’ora in poi in digitale in un archivio robotizzato che conterrà dapprima tutto il materiale dell’area vasta nord-ovest e poi, entro il 2013, quello di tutta la Toscana.
Il nuovo archivio - appena inaugurato ad Ospedaletto, nella sede dell’Estav Nord-Ovest (ente per i servizi tecnico-amministrativi), davanti all’assessore regionale alla sanità, Daniela Scaramuccia - è il primo del genere in Italia, e servirà ospedali e Asl dell’intera regione. Inclusa Villamarina.
Il servizio per la conservazione del materiale era prima esternalizzato con costi enormi, richiedeva grandi spazi, lunghi tempi per eventuali acquisizioni. Il nuovo progetto, presentato davanti alle autorità, si racchiude in cifre da capogiro. «In un magazzino di circa mille metri quadri, di sette metri di altezza, possono essere contenuti per la conservazione circa venticinque chilometri lineari di pratiche, in enormi scaffalature a struttura alveolare che ospitano ventiduemila scatole in pvc - come ha spiegato il progettista, l’ingegner Rinaldo Gianbastiani - della misura 60 per 40 e ignifughe, ognuna con un codice a barre identificativo riconosciuto dal computer centrale, come anche le pratiche che vi sono conservate. Nell’ambiente viene immesso azoto togliendo ossigeno e inertizzando l’atmosfera, il che rende impossibile il verificarsi di incendi. Gestisce tutto un software senza impiego umano».
«Una volta ritirate da reparti - ha detto il tecnico Sergio Colombi - le cartelle vengono riprodotte su pellicola, acquisite in file digitale, dotate di un codice a barre. L’eventuale sistema di ricerca, per medici e pazienti, è semplice ed è seguito dalla riproduzione. Il materiale cartaceo, che verrà distrutto tre anni dopo l’acquisizione, verrà riciclato. D’ora in poi invece il nuovo sistema di archiviazione inizierà in reparto». Il progetto - costo poco più di un milione di euro, risparmio immediato calcolato in un altro milione l’anno per l’area vasta, destinati a diventare 5 quando il sistema sarà a regime, con la cessazione di archivi sparpagliati e esternalizzati a privati - prevede di acquisire la documentazione dal 1979 in poi: sono già state riprodotte pratiche per i primi vent’anni di Pisa, mentre sono già in linea le altre realtà. «Da oggi - ha detto l’assessore Scaramuccia - i medici potranno consultare la documentazione al computer mentre i pazienti, grazie alla firma digitale, non dovranno chiedere la fotocopia cartacea in ospedale, o spostarsi e perder tempo in code e attese che ora raggiungono anche i 30 giorni».
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