La protesta
Una città che cresce nella fotografia scattata dall’Istat
L’aumento degli stranieri (2486) compensa la bassa natalità Il nucleo familiare medio è composto solo da 2,1 persone
PIOMBINO. 34.497 abitanti. È una Piombino in crescita quella che emerge dai primi dati Istat sul censimento 2011. Una Piombino che dall'epoca dell'indagine precedente, cioè quella del 2001, ha visto aumentare il numero dei propri residenti di 580 unità (33.917 erano infatti gli abitanti a quella data) e che nonostante tutto continua a rimanere distante rispetto ai 36.774 cittadini stimati invece nel 1991.
Una città che comunque cambia continuamente il proprio volto, se si guarda a quei 35.075 residenti che - con un'oscillazione impressionante proprio perché recente - il Comune stimava per conto proprio al 31 dicembre del 2010. In attesa di capirne le motivazioni, rimane la realtà dei fatti, che, allo stato attuale delle cose, l'Istat stabilisce in molti altri dettagli interessanti.
A Piombino, ad esempio, ci sono più donne che uomini: 18.030 le prime, 16.467 i secondi, in un rapporto di priorità che coinvolge comunque anche tutti gli altri centri della Val di Cornia e, in definitiva, la stessa area, che, su un totale di 58.466 abitanti, conta 27.950 maschi e 30.515 femmine.
Procedendo nei particolari, scopriamo che il numero degli stranieri è pari a 2.486, 412 in più di quanto non lo fossero solo tre anni fa (ma all'inizio del 2010 erano già 2.369).
Il numero totale delle famiglie è di 16.093, che accolgono quasi il 100 % della popolazione totale (34.385 abitanti). Di queste, 1.150 sono famiglie che hanno un intestatario straniero. La media dei residenti per ciascuna famiglia è di 2,1 abitanti per nucleo: il che non impedisce che ci siano 5.537, quasi un terzo del totale, che sono composte da una sola persona. Nel 2001 le famiglie erano 14.605, gli abitanti per ogni nucleo familiare 2,32.
Infine, il numero della popolazione che abita in convivenza, stimata a 112 abitanti.
Un quadro completo? Quasi, se si pensa che grazie al lavoro che il Comune ha realizzato per mezzo dello specifico centro raccolta dati, nessuno ha ricevuto la sanzione (da 206 a 2065 euro) prevista per chi si rifiutava deliberatamente di riconsegnare indietro il questionario ricevuto per posta. Certo, di plichi non tornati indietro ce ne sono stati, spiega dall'ufficio Federico Paradisi, ma il capillare lavoro dell'ufficio ha permesso di capire caso per caso quali fossero le ragioni di questi comportamenti (il caso classico dell'anziana che è andata a vivere a casa dei figli oppure della badante trasferita senza cambiare residenza). Il risultato è stato una serie di censimenti d'ufficio, o, per converso, il riconoscimento di alcuni soggetti come non censiti perché non più reperibili, dando comunque per noto il loro "destino" (appunto il caso della badante di cui prima).
Altri soggetti restano ancora da verificare, o meglio da allineare con l'anagrafe, secondo un procedimento che ad oggi riguarda 923 cittadini. I termini previsti dal regolamento del censimento per questa operazione scadranno il 31 dicembre 2013.
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