Il Tirreno

L’addio commosso all’onorevole operaio

L’addio commosso all’onorevole operaio

Una folla di vecchi e giovani compagni del sindacato e del partito ai funerali di Rolando Tamburini

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PIOMBINO. Una vecchia bandiera, restaurata dalle donne del Pci negli anni Cinquanta, appoggiata sul feretro. Dietro quelle della Cgil, del Pd, dell’Ampi, il gagliardetto dell’associazione artiglieri in congedo e il gonfalone del Comune di Piombino decorato di medaglia d’oro. Quella medaglia per la quale lavorò tenacemente per tutto il suo mandato di sindaco e arrivata molto più tardi, consegnata nel 2000 dal presidente della Repubblica Ciampi.

Molta la commozione, ieri pomeriggio, nella sala del commiato della Pubblica Assistenza, per l’ultimo saluto a Rolando Tamburini. C’erano i suoi vecchi compagni di partito e del sindacato, gli ex sindaci Enzo Polidori, Fabio Baldassarri e Luciano Guerrieri, l’onorevole Silvia Velo, il consigliere regionale Matteo Tortolini e il segretario della federazione del Pd Valerio Fabiani. Tra i suoi successori mancava solo Paolo Benesperi. anche lui in lutto per la morte della madre.

Una cerimonia significativa e allo stesso tempo semplice, come è stata la vita dell’onorevole Tamburini, che stamani alle 11 sarà ricordato anche alla Camera dei deputati.

È toccato al sindaco in carica Gianni Anselmi pronunciare l’orazione funebre, ricordando quella che ha definito «una traiettoria esemplare di un uomo che non ha mai rifiutato le sue origini». Dalla giovinezza vissuta nell’allora vivacissima borgata del Cotone, fino al dramma della guerra, alla prigionia in Germania dopo l’8 settembre 43. Poi la scelta di campo: il sindacato, il partito, il licenziamento e la persecuzione prima e l’ascesa politica poi, fino al Parlamento, dove arrivò orgoglioso delle sue radici operaie. «Un uomo del popolo – ha ricordato Anselmi – semplice ma pieno di valori alti». Lo ha ricordato con commozione anche come lo ha conosciuto, da ex giocatore nerazzurro: «Tamburini presidente e Franco Cioni, scomparso martedì, il mio allenatore, due persone da cui ho imparato molto».

«Grande onestà e grande semplicità. Vogliamo essere eredi – ha sottolineato il sindaco – di quella sobrietà mai sopra le righe», esprimendo poi in una sola parola «gratitudine», il suo sentimento di riconoscenza..

L’attenti degli ex bersaglieri, un minuto di silenzio e un grande applauso hanno infine concluso la cerimonia di addio. Poi la salma è stata trasferita a Livorno per la cremazione.

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