Il Tirreno

Barriere e recinzioni, a Fonza arrivano carabinieri e forestali

di Stefano Taglione
Barriere e recinzioni, a Fonza arrivano carabinieri e forestali

Le forze dell’ordine hanno rimosso i numerosi ostacoli messi per impedire la passeggiata degli escursionisti

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MARINA DI CAMPO. Quando i cinquanta irriducibili escursionisti che la mattina del primo maggio, sotto una pioggia battente, hanno visto la via dei rosmarini sbarrata da pali, reti e tavole, non potevano credere ai loro occhi.

«È successo di nuovo», ha pensato subito la guida turistica Umberto Segnini, che proprio a Pasquetta è stato vittima di un’aggressione da parte degli abitanti di una villa della zona, gli stessi che qualche giorno fa hanno montato le recinzioni per impedire il passaggio sul sentiero.

Forse anche questa volta la famiglia Bedeschi, proprietaria di due immobili sopra la spiaggia di Fonza, voleva difendere quello che reputa il proprio territorio. Dalla loro proprietà si snoda un sentiero che porta ad un scoglio a pelo d’acqua, che sul loro sito Internet, dove pubblicizzano appartamenti da affittare, chiamano “Cala Bella”.Una caletta, secondo quanto scrivono sul web, ad uso esclusivo degli affittuari, quindi inclusa nel “pacchetto vacanze” offerto ai turisti.

La strada che collega la villa a “Cala Bella” incrocia il sentiero 48, la via dei rosmarini, ieri sbarrata. Un sentiero di servitù dimenticato da decenni, utilizzato in passato dai militari che si recavano a Fonza, che nei mesi scorsi è stato “riscoperto” grazie al finanziamento di Acqua dell’Elba e al patrocinio del Comune di Campo e del Parco nazionale. Gli escursionisti, giunti in zona poco dopo le 11, si sono ritrovati la via sbarrata dalle recinzioni piantonate da una guardia giurata, con Sabrina Bedeschi e un altro uomo (lo stesso dell’aggressione di Pasquetta) che li osservavano da pochi metri. Ma questa volta fra la famiglia di origine modenese e gli escursionisti non ci sono stati scontri.

I trekkers hanno chiamato i carabinieri, che sono arrivati sul posto verso mezzogiorno insieme alla polizia municipale di Campo nell’Elba e ad uomini della Forestale. Gli agenti hanno sequestrato le recinzioni e identificato i responsabili dello sbarramento e la passeggiata è potuta proseguire.

«La camminata si è svolta tranquillamente fino al fosso di Scarpaccia – dice Umberto Segnini – dove abbiamo avuto la sorpresa di ben tre recinzioni che ostruivano il percorso del sentiero, piantonate da una guardia giurata. Nonostante l’imprevisto nessuno del gruppo si è perso d’animo e prontamente, chiamate le forze dell’ordine, ci siamo messi in pacifica, ma determinata attesa. Una volta arrivate le autorità – continua Segnini – hanno velocemente provveduto alla riapertura del sentiero e consentito al nostro gruppo di proseguire la camminata come da programma fino alla spiaggia di Fonza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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