Italia
Rimigliano, piano per l’area protetta
Rilevate difficoltà per l’inserimento della Tenuta ma per l’amministrazione comunale il progetto è ok
SAN VINCENZO. Le previsioni urbanistiche della Tenuta di Rimigliano rappresentano elementi di incompatibilità per l'inserimento dell'area in regime di Anpil (Area naturale protetta di interesse locale). Lo dice un documento apparso sull'albo pretorio del Comune, recante le firme di Luca Sbrilli, presidente della società Parchi spa, Leonardo Lombardi e Linda Colligiani della Nemo.
Il documento consiste in una proposta di indirizzo per l'Anpil riguardante il territorio compreso tra Rimigliano e il Monte Calvi. Sbrilli e i suoi collaboratori ritengono, infatti, che lo studio effettuato «ha però individuato nelle previsioni urbanistiche per l'area della Tenuta - si legge - elementi di incompatibilità per il suo attuale inserimento nell'area protetta, ipotizzando scenari alternativi che necessitano di verifiche ed approfondimenti per il suo inserimento nell'Anpil entro un anno dalla presente proposta».
Secondo l'amministrazione comunale, il motivo del mancato inserimento di parte della Tenuta nella proposta dipenderebbe dal fatto che è stata elaborata durante i lavori della Conferenza paritetica interistituzionale della Regione, che stava decidendo il futuro del progetto urbanistico relativo all'area ex Parmalat.
La giunta comunale, intanto, ha approvato la proposta di Anpil redatta dalla Parchi, proposta che potrebbe essere rivista alla luce dell'accordo stabilito nella Conferenza paritetica per l'inserimento in regime di Anpil di tutta la Tenuta.
L'area interessata dalla proposta di Anpil approvata si estende per 1106 ettari e comprende le dune di Rimigliano per circa 137 ettari, aree agricole, boschi ed aree umide della pianura interna e le pendici ovest del Monte Calvi e Valle dei Manienti per circa 569 ettari. Secondo l'amministrazione comunale, l'area protetta costituirebbe «un collegamento diretto con l'Anpil di San Silvestro a nord-est e con l'Anpil Baratti-Populonia a sud, determinando nel complesso un'unica area protetta che collega Calamoresca a Monte Calvi».
La proposta è in fase di valutazione da parte della Provincia, e a breve potrebbe essere inserita nel piano ambientale ed energetico regionale. «Possiamo dire oggi – sostiene l'assessore Elisa Cecchini – che, in accordo con la Regione, l'intera Tenuta di Rimigliano sarà inserita nell'Anpil entro la scadenza dei vincoli di destinazione agricola della Tenuta stessa, così come indicato anche nel nostro regolamento urbanistico. L'amministrazione intende anche tener presente l'attività venatoria che si svolge nei territori interessati e coinvolgere le associazioni venatorie nella regolamentazione delle aree e nella loro gestione. L'Anpil – prosegue – non è solo protezione del territorio. Significa promozione dell'area e delle attività legate alla sua fruibilità, ad esempio con lo sviluppo della sentieristica e delle attività escursionistiche, ma soprattutto è un'occasione di promozione delle produzioni agricole e può sviluppare nuove occasioni di lavoro legate al turismo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
