Il Tirreno

Lucchini, un Primo maggio al lavoro

di Cristiano Lozito
Lucchini, un Primo maggio al lavoro

I sindacati: «Scelta responsabile, l’altoforno non può subire altri stress. Ma le banche cosa aspettano a nominare il cda?»

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PIOMBINO. E’ un Primo maggio diverso alla Lucchini, dove l’imprevista e clamorosa fermata di giovedì scorso per la mancanza di materie prime ha cambiato tutti i piani: manutenzione anticipata e niente fermata oggi per evitare un altro stress a un impianto pesantemente usurato.

Alla Lucchini oggi quindi si lavora all’altoforno, acciaieria, cokeria e impianti marittimi: oltre 200 persone, che riceveranno una maggiorazione economica, in virtù dell’accordo perfezionato ieri tra azienda e sindacati.

Fim, Fiom e Uilm rivendicano il riconoscimento di una decisione assunta per «senso di responsabilità di fronte alla necessità di salvaguardare gli impianti»: una scelta obbligata, certo, specie in tempi come questi, ma che i sindacati contrappongono «a comportamenti aziendali tesi a utilizzare l’Afo come un negozio». Cioè appunto come un impianto qualsiasi, che ai accende e si spegne a seconda delle convenienze del momento.

Critiche, quelle del sindacato, molto dure sia nei confronti della conduzione dell’azienda che verso le banche: «Per la prima volta nella storia delle acciaierie – dicono Fim, Fiom e Uilm – è successa una cosa incredibile, l’altoforno che si ferma per mancanza di materie prime perché la nave non ha potuto scaricare a causa del mare mosso. E intanto le banche – proseguono i sindacati – ancora non hanno formato il cda con un nuovo amministratore delegato. E’ inammissibile, non si rendono conto che ogni giorno che passa in questa situazione è un danno per lo stabilimento e il suo futuro».

Su questi temi, il sindacato organizza un convegno (9 maggio, ore 17 al Centro giovani) con sindaci, partiti, soggetti economici e sociali su “Siderurgia, lavoro, occupazione ed economia del territorio”.

Ma intanto oggi è il Primo maggio, che come ormai da anni, avrà il centro delle manifestazioni a Venturina nonostante la crisi profonda delle fabbriche piombinesi avesse fatto credere che quest’anno le celebrazioni sarebbero state in città. Per Mirko Lami, coordinatore Fiom Lucchini, «è profondamente sbagliato e obsoleto disperdere le forze. Il Primo maggio dovrebbe essere un momento in cui le forze lavoratrici di tutti i settori si uniscono, sfilano e poi concludono in un comizio in una piazza, ad esempio piazza della Costituzione. Ma potrebbe andar bene anche una piazza di Venturina e non rinchiudersi dentro le mura della Fiera, dove nessuno vede e ascolta. Certo che a Piombino, con le fabbriche sull'orlo del naufragio, siamo capaci di lasciare la sfilata del Primo maggio gli anarchici».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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