Il Tirreno

Commissario prefettizio a Rio Marina

di Stefano Taglione
Commissario prefettizio a Rio Marina

Sette consiglieri su nove hanno abbandonato il sindaco Paola Mancuso, che deve confermare le dimissioni

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RIO MARINA. Stavolta a Rio Marina è finita davvero. Sette consiglieri su nove hanno abbandonato il sindaco Paola Mancuso, che venti giorni aveva ufficializzato le sue dimissioni a partire da domani. Un passo indietro, quello del primo cittadino piaggese, che poteva essere interpretato anche come un estremo tentativo (andato a vuoto) per ricompattare la maggioranza uscita vincitrice dalle elezioni di un anno fa. Ma dal 12 aprile non è cambiato niente e la rottura si è consumata un giorno prima dell’ultimatum che Mancuso si era data. Da ieri il governo a Rio Marina non esiste più. I consiglieri di maggioranza Fabrizio Baleni, Fortunato Fortunati, Maurizio Grazia e Tania Roitero si sono dimessi insieme ai tre di minoranza Cesarina Barghini, Marcello Barghini e Federico Menichetti. Fra una settimana, massimo dieci giorni, arriverà il commissario prefettizio. Appena il segretario comunale di Rio Marina inoltrerà le carte alla Prefettura di Livorno, ci sarà il via libera al commissariamento. La caduta dell’amministrazione comunale decreta la fine di un rapporto ormai logoro fra il sindaco e i consiglieri di maggioranza. «Con l’ex primo cittadino Francesco Bosi ci siamo sempre confrontati duramente, ma arrivavamo sempre ad un accordo finale e c’era stima reciproca», aveva detto l’ex assessore Fabrizio Baleni nel corso del consiglio comunale del 12 aprile. Alla base della rottura ci sarebbero poi dissidi sulla politica urbanistica del Comune e la mancata convenzione per la pulizia del porto da stipulare fra l’Autorità Portuale di Piombino (di cui Paola Mancuso è segretaria) e l’amministrazione piaggese. I tanti dissidi hanno portato all’inevitabile conclusione dell’esperienza amministrativa, dopo neanche un anno dalle elezioni. Fedeli al sindaco Mancuso sono rimasti il consigliere Andrea Cardoni e l’assessore Enzo Martorella, che venti giorni fa, prevedendo il commissariamento del Comune, si era descritto come «il vice-sindaco più veloce della storia del paese». E sicuramente lo è stato. Le elezioni avranno luogo presumibilmente fra un anno, ma non è escluso che si vada alle urne già a novembre. Molto dipenderà da quanto durerà (e da cosa deciderà) il governo Monti. Se l’esecutivo finirà regolarmente la legislatura è probabile che fra un anno a Rio Marina si voterà sia per il rinnovo dell’amministrazione comunale sia per la composizione del Parlamento. Pochi i commenti dagli ormai ex consiglieri comunali. «Sono stati mesi molto difficili – dice l’ex vice-sindaco Fortunato Fortunati – che hanno portato ad una decisione molto sofferta. In questo momento voglio solo riconquistarmi la mia serenità e non penso assolutamente alle elezioni del prossimo anno. Non so se mi ripresenterò in lista – continua Fortunati – ma ora è l’ultimo dei miei pensieri. In politica mai dire mai». «Ci sarà il tempo di decidere che cosa fare – afferma l’ex vice-presidente del consiglio comunale Marcello Barghini, che un anno fa si era candidato come sindaco nella lista civica “Nostro futuro”. La diatriba che ha sconvolto questa amministrazione viene da lontano ed è l’epilogo di reciproche incomprensioni».

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