Il Tirreno

Quattro sindaci

«Buono, corretto e leale» Così lo piangono i successori

PIOMBINO. Ad attendere l’arrivo della salma di Rolando Tamburini, ieri mattina davanti alla sala del commiato della Pubblica sssistenza di via Gori, il labaro del Comune col sindaco Gianni Anselmi,...

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PIOMBINO. Ad attendere l’arrivo della salma di Rolando Tamburini, ieri mattina davanti alla sala del commiato della Pubblica sssistenza di via Gori, il labaro del Comune col sindaco Gianni Anselmi, gli ex sindaci Enzo Polidori, Fabio Baldassarri e Luciano Guerrieri. Mancava, tra i successori di Tamburini, solo Paolo Benesperi, colpito da un grave lutto familiare. C’erano invece il segretario del Pd Valerio Fabiani, il consigliere regionale Matteo Tortolini e l’assessore provinciale Ringo Anselmi.

Ognuno con il suo ricordo. «Con Rolando – dice Enzo Polidori – viene a mancare una figura importante di mezzo secolo di storia. È stato al centro di tutte le vicende della nostra città, pagando di persona, con il licenziamento dall’Ilva, quella stagione di lotte sindacali e politiche. “Sapevo che mi avrebbero licenziato – mi raccontò una volta – ma convocammo lo stesso quella riunione in fabbrica contro la legge truffa”. Le storie Politiche di Tamburini e Polidori s’intrecciano. «Fu lui a chiamarmi alla Fiom, poi nella segreteria del Pci, come responsabile dell’organizzazione. Rolando era buono. Non mancavano in quel periodo le battaglie politiche, ma non portava mai rancore quando le sue idee subivano delle sconfitte. Sapeva ascoltare e correggersi. Sono sicuro che è stato uno dei sindaci più amati dalla città. Una figura bella, schietta e pulita, anche quando è andato in Parlamento. I giovani hanno bisogno di riferirsi a queste figure. Vorrei che la città domani gli si stringesse intorno perché Rolando se lo è meritato».

«Una persona molto affettuosa – così lo ricorda Fabio Baldassarri – In politica non era settario ed ha saputo aprirsi alle nuove generazioni. Diceva spesso sì a quanti chiedevano il suo interessamento, ma nessuno lo rimproverava se non raggiungeva il risultato, perché era sicuro che ci aveva messo tutto il suo impegno. Era un uomo del popolo, legato alla gente. Aveva un’ oratoria brillante ma al tempo stesso semplice e si faceva ascoltare volentieri. Ricordo con simpatia il rapporto particolare con Flora, sua moglie che gli è sempre stata accanto, e di cui ha sofferto molto la mancanza».

«Una persona che mi ha dato tantissimo – dice Luciano Guerrieri – Quando mi sono avvicinato alla politica era già deputato ed il primo confronto che ho avuto con lui è stato durante un dibattito sui problemi dei giovani. Per me è stato sempre un punto di riferimento. Sempre attento ai problemi della città, spesso mi ha incoraggiato nel mio lavoro di sindaco. Dispiace perdere persone come lui: un uomo di grande correttezza e di grande lealtà».

Gianni Anselmi, non ancora entrato in politica, Rolando Tamburini lo ha conosciuto per come presidente del Piombino, quando correva sui campi di calcio. «Con la sua esperienza ha attraversato il Novecento – commenta il sindaco – Ha toccato luoghi, vicende e persone che hanno fatto mezzo secolo di storia. Era un uomo buono, con uno spessore personale e politico. Con la sua esperienza ha sempre avuto qualcosa da insegnare, ma lo faceva con umiltà, come solo i grandi sanno fare. «Da primo cittadino ho poi avuto modo di approfondire le sue vicende personali. Era con noi, come sempre, lo scorso 25 aprile, come presidente degli ex internati. Gli ho consegnato una pergamena e una medaglia. Mi ha salutato affettuosamente e ha preso la parola ringraziando tutti. A ripensarci ora, sembra un’anticipazione del commiato».(g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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