Sicurezza
Rimigliano, via ai progetti e poi sei anni di lavori
Berrighi: «La Regione ha riconosciuto la bontà del piano, ok le raccomandazioni. Intendiamo fare un intervento che abbia grande rispetto del luogo»
SAN VINCENZO. Sono sostanzialmente tre le raccomandazioni con le quali la conferenza paritetica interistituzionale ha accompagnato il suo via libera alla variante urbanistica per la Tenuta di Rimigliano. L’atto, già approvato dal consiglio comunale sanvincenzino nell’ottobre scorso, era stato rinviato all’esame della conferenza dalla giunta regionale, che ipotizzava incoerenze fra la variante e il Pit (Piano d’indirizzo territoriale).
A garanzia di tale coerenza, come verbalizza la conferenza paritetica e come ha spiegato ieri il sindaco Michele Biagi in consiglio, il Comune dovrà adeguare le schede allegate alla variante urbanistica sull’affermazione che i circa 16mila metri quadrati di volumi abitativi previsti a Rimigliano comprendono anche i 3.417 mq. destinati all’uso agricolo. Seconda raccomandazione: assicurare che le caratteristiche paesaggistiche di tre dei sette poderi della tenuta non vengano travisate dagli interventi di recupero e di ampliamento. Infine, che il Comune inserisca l’intera Tenuta di Rimigliano in una zona Anpil di tutela ambientale.
«È evidente che la Regione ha riconosciuto la bontà del lavoro fatto», commenta Maurizio Berrighi, socio con Gioia Falk, Piero Antinori ed Enrico Pecci della “Rimigliano srl”; la società che ha acquistato la tenuta nel 2004 all’asta fallimentare Tanzi-Parmalat per circa 30 milioni e che intende realizzare 120 appartamenti nei sette nuclei poderali, oltre a un hotel da 6.000 metri quadrati e 75 camere.
«Noi, da quanto ci dicevano i nostri legali – prosegue Berrighi – eravamo sicuri che il piano andava bene, ci sono voluti altri due mesi per il passaggio in Regione, ben venga anche questo: i suggerimenti della conferenza paritetica – prosegue l’imprenditore – mi sembrano validi e da seguire per migliorare ancora il piano. Perché è certo – dice ancora Berrighi – che noi vogliamo fare un progetto che abbia grande rispetto del luogo, altrimenti significherebbe fallire l’obiettivo prima ancora di iniziare. Siamo stati presi a schiaffi da tutte le parti – prosegue il costruttore venturinese – e nessuno ha mai voluto mettere in rilievo come è il nostro piano rispetto a cosa prevedeva quello a suo tempo approvato alla Parmalat. Adesso, dopo otto anni durante i quali abbiamo rischiato il fallimento, si può partire e inizieremo subito con la progettazione del primo nucleo poderale, rispettosi delle raccomandazioni della conferenza paritetica».
Prima di mettere mano al cemento, però, la società Rimigliano, come spiega ancora Berrighi, intende proseguire e accelerare le operazioni di piantumazione e di ripristino ambientale di vaste zone della tenuta, in modo che la vegetazione sia già cresciuta e pronta quando saranno completate le case. La realizzazione degli appartamenti e dell’hotel è stata al momento pianificata su sei anni, riducibili a quattro se l’economia generale dovesse risvegliarsi.
«No, gli appartamenti non sono ancora in vendita – risponde Berrighi a una domanda – Ora facciamo i progetti esecutivi, poi vogliamo fare anche un plastico e un film con la simulazione di come verrà l’intera area. Vogliamo che tutti vedano e si rendano davvero conto di cosa sarà Rimigliano, così come intendiamo lasciare aperta la tenuta in modo che tutti la possano vedere».
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