La manifestazione
Il meteo pazzo decima le rondini
Allarme sopravvivenza per questi migratori insettivori, appello del Wwf per proteggere le colonie
PIOMBINO. «Ma quest’anno dove sono le rondini?». Sono in tanti a chiederselo. Niente stridìo la mattina, segno che – anche se sono arrivate – davvero il numero è esiguo.
«In città siamo sotto il 50% delle presenze» conferma Paolo Maria Politi, direttore della riserva naturale provinciale oasi Wwf padule Orti Bottagone in prima linea anche per la difesa di questi migratori preziosi. L’oasi collabora attivamente, da anni, con l'Associazione Arcehir, ong che opera in Congo per la tutela della rondine e del balestruccio nei siti di svernamento africani e per il sostegno alle comunità umane africane che abbandonano la caccia a queste specie, dedicandosi alla sua tutela.
Meteo impazzito. Possibile trovarne un esemplare o più in ipotermia per il freddo. «Metterlo dentro una scatola con un pezzetto di lana e lasciarlo riposare – spiega Politi – in breve tempo dovrebbe riprendere il volo». Questo è successo al rondone (soprannominato “Fortuna”) raccolto da un bambino, ieri mattina, dentro il box doccia di casa (spinto di notte dal vento, attraverso una finestra vasistas lasciata aperta) e che nel giro di un paio d’ore ha riguadagnato la libertà dalla “torre-condominio” di Orti Bottagone (maxi struttura in legno con 154 nidi di forme diverse per passeri rondini e rondoni, la prima in Italia).
«Siamo – aggiunge Politi – in pieno periodo di migrazione, momento strategico per la sopravvivenza di moltissime specie di uccelli che, lasciate le località di svernamento africane, attraversato il deserto e il Mediterraneo, tornano ai siti riproduttivi per una nuova stagione di nascite. Ma i segnali, soprattutto per rondini e balestrucci sono molto preoccupanti».
«Moltissimi individui saranno destinati a soccombere per l'assenza di cibo – sottolinea – e le colonie, con cui siamo abituati a convivere per tutta la primavera/estate, rischiano di rimanere in gran parte vuote».
«Rinnoviamo l’appello ai cittadini della Val di Cornia e della provincia di Livorno – dice – affinchè vengano conservati con cura i siti riproduttivi, evitando danneggiamenti dolosi alle colonie ed ai nidi, come talvolta ci viene segnalato, e che stanno per essere occupati nuovamente. Il danno diretto o indiretto alle nidificazioni di rondini e balestrucci, oltre ad essere riprovevole eticamente, si configura come un reato perseguibile dalla legge».
«Dando al contrario una mano a queste specie ed alla loro sopravvivenza anche con l'installazione di nidi artificiali per favorirne l'insediamento – aggiunge – contribuiremo a preservare nel tempo il miracolo della migrazione».
«Sono specie ausiliarie dell'uomo nella lotta contro gli insetti – ricorda Paolo Maria Politi – che talvolta possono innescare problematiche di carattere igienico-sanitario, rendendo più salubri i nostri ambienti di vita».
Si chiede di segnalare al 334-7584832 oppure all'indirizzo e.mail: ortibottagone@wwf.it la data di arrivo delle rondini e dei balestrucci ai nidi ed alle colonie presenti in Val di Cornia.
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