«È l’autostrada più cara d’Italia» Cresce la protesta sui pedaggi
Il piano della Sat per la Tirrenica contestato nell’assemblea promossa dalle liste civiche Critiche anche alle amministrazioni locali: preoccupante silenzio su quello che succederà
VENTURINA. Platea un po’ al di sotto delle aspettative per l'incontro pubblico organizzato dalle liste civiche di Campiglia, Suvereto e San Vincenzo alla saletta comunale sull'autostrada tirrenica. I tre relatori, Massimo Zucconi (Campiglia), Giuliano Parodi (Suvereto) e Nicola Bertini (San Vincenzo) hanno parlato di «preoccupante silenzio» da parte delle istituzioni locali sull’entità degli interventi che interesseranno il territorio per la costruzione dell’autostrada e poi sulla gestione della viabilità quando l’autostrada sarà in funzione.
Secondo il capogruppo di Comune dei Cittadini, Massimo Zucconi, la trasformazione della variante Aurelia in autostrada porterà solo voci in passivo sul bilancio dei residenti. «I lavori che faranno saranno pochi, ci sarà qualche adeguamento delle corsie, ma l'intervento maggiore consisterà nel mettere le barriere e quindi istituire i pedaggi. Intanto – dice Zucconi – per la strada più problematica, a sud di Grosseto e fino ad Orbetello, cioè quella meno sicura, non c'è ancora il progetto della Sat. La Regione, per salvare la faccia, ha solo impegnato l'impresa costruttrice a procedere con l'avvìo dei lavori prima che sia a regime il tratto a nord».
L'afflusso. Attualmente circolano 19.000 veicoli al giorno sulla Variante Aurelia, mentre secondo la Sat, che comunque ha rivisto al ribasso le proprie stime, nel 2026 saranno 23.350 i veicoli giornalieri, che salirebbero a 28.000 nel 2036. Zucconi ha considerato ottimistiche queste stime, perché effettuate senza tener conto della crisi in corso ed ha sottolineato che quest'opera non è affatto considerata prioritaria dall'Europa, che chiede il potenziamento di ferrovie e porti.
I pedaggi. Per i residenti, come è stato spiegato in assemblea, viene istituito una sorta di casello virtuale. Se ne può beneficiare acquistando un telepass (15 euro) da applicare sull'auto e che verrà rilevato dagli appositi sensori dell'autostrada. «Si tratta di uno strumento non obbligatorio – è stato detto – ma che consentirà di ridurre i costi. Altre sbandierate esenzioni somigliano più a palliativi vista la loro limitata operatività. Innanzitutto valgono solo per certe categorie di utenti e mezzi e solo per i comuni attraversati dall'autostrada, quindi non opererebbero per i residenti di Sassetta, Monteverdi, Suvereto. I beneficiari devono essere proprietari (con apparente esclusione di chi viaggia con mezzi aziendali) di veicoli di classe A lasciando fuori così i mezzi commerciali e bisogna usare “lo svincolo più adeguato”. In ultimo, le esenzioni valgono solo in una sola direzione. Per questi vantaggi concessi ad un numero ridotto di viaggiatori, la Sat beneficia della defiscalizzazione e viene esentata dal versare la quota annua all'Anas per la manutenzione delle strade».
Sull'argomento è intervenuto anche Bertini del Forum di San Vincenzo, che ha affermato che con l'istituzione di una barriera a San Vincenzo nord, questo sarà il comune più colpito. «Per percorrere i 43,1 km tra Venturina e Rosignano si dovranno sborsare 8,62 euro, mentre per l'autostrada più costosa in Italia, la Padova-Venezia, con i suoi 42 km si pagano 5,90 euro». Secondo un suo calcolo, un lavoratore che debba viaggiare sull'autostrada tutto l'anno finirebbe per pagare 4.862 euro.
«È bene sapere – ha sostenuto infine Parodi di Uniti per Suvereto – che la Sat non ha ancora presentato il piano economico-finanziario nel 2011, quindi quello che si dice delle esenzioni è frutto solo di ipotesi e questo vale anche per la Regione. Quello che è certo è che con i limiti di velocità a 110 km l’ora e 3 caselli autostradali il risultato sarà di avere file interminabili».
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