Toscana
Tassa di soggiorno, per gli operatori va rinviata al 2013
SAN VINCENZO. Dopo aver abbandonato la riunione del 16 aprile con l’assessore al turismo Massimo Nannelli e i tecnici sulla tassa di soggiorno, l’associazione operatori turistici San Vincenzo
SAN VINCENZO. Dopo aver abbandonato la riunione del 16 aprile con l’assessore al turismo Massimo Nannelli e i tecnici sulla tassa di soggiorno, l’associazione operatori turistici San Vincenzo e Val di Cornia - di cui fanno parte ad oggi 43 strutture turistico-alberghiere e 30 esercizi commerciali - contesta, a livello normativo, i presunti vizi di regolamento della tassa, di cui chiedono l’eventuale rinvio al 2013.
«I nostri tentativi – spiega l’associazione – di far presente all’assessore Nannelli gli errori normativi del regolamento, non ha portato ad alcun risultato. Il primo fra tutti è farci figurare come esattori dell’imposta, senza fra l’altro una delega legislativa che tuteli l’operatore turistico. Altro errore importante portato a conoscenza durante la riunione del 16 aprile da un operatore immobiliare, è l’inserimento nel regolamento delle case a uso turistico, che a quanto pare non rientrano nell’obbligo dell’imposta di soggiorno in quanto contratti a uso transitorio. Il tentativo dell’amministrazione comunale – prosegue l’associazione – di affidarsi maldestramente a una sentenza della Corte Costituzionale per rinviare l’assemblea del 17 aprile con i proprietari delle seconde case, ha creato ancor più confusione. Difatti i proprietari stessi non sanno se effettivamente dovranno riscuotere l’imposta».
Secondo l’associazione, non rientrerebbe in alcuna norma la lunghezza dei periodi d’affitto, e l’inserimento nel regolamento delle strutture non alberghiere avrebbe creato disparità tra strutture ricettive e private. «Questi errori – sostengono gli operatori – costituiscono illegittimità ai fini dell’applicazione dell’imposta, e creano confusione normativa tra coloro che dovrebbero essere esattori e quelli che non lo potranno essere. Inoltre, nella situazione attuale, si prevede che i turisti delle strutture ricettive dovranno pagare l’imposta, mentre quelli delle seconde case no. E dato che le seconde case rappresentano un numero rilevante, porterà ad una disparità di trattamento del turista stesso. Per questi evidenti motivi – concludono – chiediamo all’amministrazione di sospendere l’attuale regolamento in attesa di una nuova discussione organica, rinviando l’eventuale imposta al 2013».
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