Sicurezza
Tassa sulle case in affitto «Non c’è contraddizione»
La giunta di San Vincenzo nega i contrasti tra l’assessore e l’ufficio tributi ma il regolamento è da riscrivere per una sentenza della Corte Costituzionale
SAN VINCENZO. Oltre all’abbandono della sala da parte di molti operatori di strutture turistico-ricettive, durante la riunione di lunedì sulla tassa di soggiorno con l’assessore al turismo Massimo Nannelli, molti hanno assistito a quella che è stata considerata generalmente una contraddizione emersa sulla normativa tra l’assessore stesso e la dipendente dell’ufficio tributi Elena Rostagno.
Ma secondo l’amministrazione non ci sarebbe stato alcun contrasto tra l’assessore e i tecnici. A precisarlo, però, non è l’assessore Nannelli, ma la giunta, i cui restanti membri non erano presenti alla riunione. «Non esiste alcun contrasto – sostiene la giunta – tra l’assessore Nannelli ed la responsabile dell’ufficio tributi. Rostagno, nel rispondere ad una precisa domanda da parte di un operatore, ha fatto riferimento ai contratti di affitto di tipo transitorio che non sono soggetti al pagamento dell’imposta di soggiorno, poiché prevedono una durata non inferiore ad un mese. Nannelli, invece, ha fatto riferimento alle unità abitative a scopo turistico ed ai contratti superiori a sette giorni, ovvero i contratti estivi che sono soggetti al pagamento dell’imposta»..
«Non esiste dunque – prosegue la giunta - un contrasto tra le due situazioni e le due risposte, poiché si tratta di casi diversi». l’amministrazione di«Tutta la normativa, però – si aggiunge – stata rimessa in discussione da una sentenza delle Corte Costituzionale a seguito del ricorso delle regioni Toscana, Umbria, Puglia e Veneto, e che ha dichiarato l’illegittimità di alcune disposizioni del Codice del turismo al quale l’amministrazione comunale aveva fatto riferimento per la formulazione della propria documentazione».
«Di conseguenza, l’amministrazione ha deciso di annullare la riunione di martedì 17 aprile in assenza di una regolamentazione precisa a livello nazionale e regionale riguardo le locazioni compresi tra i 7 e i 15 giorni di durata».
«C’è molta confusione nell’amministrazione – sostiene Davide Lera di “San Vincenzo pr tutti” – e ciò porta ad una cattiva gestione della situazione. Già in Consiglio ho tentato di far comprendere come la norma presentasse motivi di illegittimità, oltre che di inopportunità. Ora viene fuori un mesto tentativo di sospensione giustificato dalla sentenza della Corte, che avrebbe riconosciuto profili di illegittimità della normativa sul turismo. Ma l’argomento non convince. Altri sono i problemi: dal fatto che gli operatori non possono essere definiti sostituti d’imposta, a come possono provvedere alla riscossione senza un rapporto ben definito con il Comune. Per non parlare della riscossione in contanti, che può essere demandata ai turisti, come sorpresa finale».(p.f.)
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