La protesta
«Non siamo pecore da tosare»
I piccoli proprietari in rivolta contro il nuovo balzello sulla casa
PIOMBINO. « Non possiamo essere tosati come pecore». Il presidente dell’Asppi (l’associazione dei piccoli proprietari di immobili) contesta decisamente l’introduzione dell’Imu bis.«Si è raggiunto il limite, oltre il quale i proprietari d’immobili, stanno davvero rasentando la rivolta sociale nel pagamento delle imposte, dolo nelle scelte amministrative. Con la nuova imposta di scopo si intenderebbe ora, lasciare in mano ai sindaci incolpevoli, il cerino acceso della scelta impositiva e federalistica, dopo aver tolto loro il 50 % delle risorse finanziarie. Questa volta noi non ci stiamo più ! Per l’Asppi questa nuova imposta crea un rischio pericolosissimo: far traboccare l’acqua oltre i bordi del vaso, della sopportazione e della disponibilità a farsi carico delle sorti sciagurate del nostro Paese, non volute e non causate da noi, ma solo dall’ inettitudine decisionale, etica e politica» .
«L’Imu – prosegue Grassi – di recente applicazione per la sua etica, la sua scelta ed i suoi obiettivi rappresenta già una tassa sui servizi.
«Ci dispiace - chiude il presidente e coordinatore regionale delle sedi Asppi - non intendiamo farci più tosare come pecore No noi non ci stiamo più . A questo punto chiediamo che i bilanci consuntivi e di previsione dei Comuni vengano discussi non solo nelle giunte e consigli comunali ma con tutte le rappresentanze sociali, nessuna esclusa ».
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