Il dolore
«Ora basta con le strumentalizzazioni»
Lo sfogo di Roberto Peria dopo lo scontro sul nodo della sanità: ingiusto fare di Scelza un capro espiatorio
PORTOFERRAIO. Era troppa le tensione accumulata. Troppi i veleni e gli scambi d’accuse volati da una parte all’altra del tavolo per rimanere chiusi tra le mura della palazzina dell’Asl. La conferenza che si è tenuta mercoledì, nel corso della quale si è discusso del rinnovo dell’incarico del responsabile di zona della Asl Massimo Scelza, ha creato una crepa profonda tra i sindaci. Per avere una conferma basta ascoltare le parole amare di Roberto Peria, accusato dai colleghi di centrodestra di attuare una difesa di parte a favore di Scelza. «Di questo argomento ne è stata fatta una vergognosa strumentalizzazione politica – accusa Peria – l’ho capito quando in conferenza dei sindaci il collega Ciumei ha chiesto di non discutere le dimissioni del presidente Segnini se non dopo la discussione sul responsabile di zona. La mossa era chiara: la sanità elbana non funziona? È colpa del responsabile di zona. La conferenza non ne ratifica il dimissionamento? Si dimetta il presidente e si attacchi la direzione generale, servza della Regione rossa, il Peria che prende ordini da Firenze, il presidente Rossi e l’assessore Scaramuccia che ci cancellano i servizi».
L’impressione è che, senza entrare nel campo delle responsabilità, la tentazione di mischiare la politica con un argomento sensibile come quello della sanità si sia fatta sentire. Peria dà la colpa ai suoi avversari di centrodestra e non risparmia critiche allo stesso ruolo esercitato dalla conferenza dei sindaci. «Trovare un caprio espiatorio è una pratica diffusa – dice il sindaco di Portoferraio – ma bisogna essere onesti per chiarire le cause della crisi della sanità elbana. E la prima verità è che la conferenza dei sindaci da tempo non riesce più a fare il suo mestiere. L’ultimo progetto Elba degno di questo nome è del 2007 Per far capire cosa intendo, con quei fondi abbiamo finanziato l’assistenza domiciliare alle persone non autosufficienti, la nuova dialisi, la riabilitazione ambulatoriale, le attività distrettuali, l'emergenza urgenza. Nel 2008 si è attuato un trascinamento dei progetti predisposti negli anni precedenti. Nel 2009, 2010, 2011 col Progetto Elba si è semplicemente ratificato a consuntivo il lavoro effettuato dall'azienda. È difficile poi lamentarsi che i fondi passino da 1,5 milioni di euro a meno di 500mila. Ad aprile del 2009, prima di lasciare l’incarico di presidente della conferenza dei sindaci, consegnai al mio successore un progetto aggiuntivo, del valore di oltre 1,2milioni, che oltre a definire una strategia di supporto all’oncologia, insediava uno stabile rapporto fra l’ospedale di Portoferraio e l’Università di Pisa. Questo, consegnato ad inizio estate 2009, è stato portato all’approvazione, con diverse modifiche, molti mesi dopo, quando ormai le risorse non c’erano più. Altra parte è la questione dell’azienda. Sicuramente ha fatto il suo mestiere, ma applicando troppo spesso regole generali, talvolta ragionieristiche, ad un caso particolarissimo come è quello della sanità insulare. Solo in questi ultimi tempi, per le nostre battaglie, per la gente che le ha sostenute ed anche per volontà dell'assessore regionale si è capito che i nostri bisogni ed i nostri problemi sono diversi da quelli di tutti i cittadini della Toscana. I nove ortopedici che stanno partecipando al concorso per l'Elba, la prossima apertura dell'ospedale di comunità, il rafforzamento dell'emergenza urgenza e di medicina, sono il segnale che qualcosa sta cambiando, ma se tutto questo non verrà trasformato in un vero e proprio piano attuativo locale dalla conferenza dei sindaci e dall’azienda, che dia orientamenti ed indirizzi stabili saremo come un vascello in un mare in tempesta».
Secondo Peria la conferenza di sindaci ha progressivamente indebolito il suo ruolo, perdendo la capacità di incidere sulla programmazione e venendo in questi ultimi mesi messa sotto tutela dai comitati. «La sanità è una brutta bestia – conclude Peria – se ci si porta dentro, se si rompe il rapporto tra istituzioni locali ed azienda, se si vuole usarla come clava per colpire politicamente, si producono gravi danni, soprattutto ai cittadini». lu.ce)
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