Il Tirreno

«Lucchini, ora basta coi pericolosi tagli alle manutenzioni»

di Giorgio Pasquinucci
«Lucchini, ora basta coi pericolosi tagli alle manutenzioni»

Troppi incidenti e Afo danneggiato dallo stress termico Il sindacato chiede di accelerare la nomina del nuovo cda

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PIOMBINO. Una fabbrica alla deriva? Fim, Fiom, Uilm e le Rsu Lucchini, al termine di una riunione del consiglio di fabbrica che si è svolta ieri mattina, rimarcano la necessità di mantenere i livelli di manutenzione dello stabilimento «perché solo così si mantiene il livello della sicurezza sul lavoro». Ci sono stati segnali che in questi giorni, hanno preoccupato i sindacati, come lo sfondamento di un carro siluro, la scarsa efficienza degli impianti marittimi, problemi durante il sollevamento di una paiola in acciaieria. Ora anche l’altoforno. Dovrà essere fermato in anticipo rispetto al previsto stop del primo maggio, a causa di un surriscaldamento del crogiuolo.

I continui sbalzi di temperatura a cui l’impianto è stato sottoposto in questi mesi per abbassare e rialzare la produzione, hanno evidentemente usurato prima del previsto il rivestimento refrattario provocando delle vene. Il rischio era dunque quello che, dopo il raffreddamento per la fermata del primo maggio e poi un nuovo riscaldamento per portare la produzione- come è nei programmi dell’azienda - dalle attuali 3.200 tonnellate il giorno a circa 4.000, in queste vene potesse insinuarsi ghisa che avrebbe potuto danneggiare la corazza.

Il prolungamento della fermata, per poter effettuare iniezioni di refrattario, è dunque scontato. I tecnici dello stabilimento stanno ora valutando se ci sono le condizioni per fermare l’impianto il 30 aprile, per riprendere la produzione il 2 maggio, o se invece le condizioni dell’impianto richiedono una fermata immediata. In questo caso le fermate sarebbero due, prolungando lo stress dell’altoforno.

Sulla conduzione degli impianti il sindacato ha una posizione precisa: «se si taglia sulle manutenzioni e sugli investimenti c’è il rischio di fare un passo indietro e tornare alla stagione oscura fatta di infortuni e appalti selvaggi».

E sempre sugli appalti Fim, Fiom e Uilm insistono sulla necessità di mantenere l’occupazione nelle imprese, anche con il ricorso a tutti gli ammortizzatori sociali. «La Lucchini – sostengono – deve garantire un giusto equilibrio tra lavoro diretto e indiretto, per dare continuità alle imprese che hanno sostenuto, anche con sacrifici economici, l’azienda».

I rappresentanti sindacali ieri mattina hanno messo in evidenza come, attraverso i contratti di solidarietà si sia riusciti a mantenere i livelli occupazionali. E a questo punto all’azienda viene chiesto di aprire un confronto per verificare, reparto per reparto, l’applicazione degli orari e delle normative.

Nei sindacati c’è tuttavia la consapevolezza che non tutti gli obiettivi, sostenuti con la manifestazione del 15 novembre scorso, sono stati raggiunti. «Il futuro dello stabilimento appare sempre incerto – sostengono – È necessario che il nuovo cda entri in carica con tutti i ruoli assegnati». Il sindacati sentono sempre più, dunque, la mancanza di un interlocutore attendibile. «Ogni giorno di ritardo – sottolineano – significa offuscare sempre di più il futuro, anche a causa dei bassi livelli produttivi. Per ridare invece prospettive allo stabilimento bisogna fare investimenti per alzate quantità e qualità delle produzioni».

E mentre chiedono di nuovo una convocazione al ministero, i sindacati annunciano una fase di mobilitazione a maggio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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