Sicurezza
Sicurezza in bici, due appuntamenti sulla prevenzione
Al mattino pedalata in città e al pomeriggio l’incontro sull’importanza degli indumenti che danno visibilità
PIOMBINO. Sicurezza in bici. Domenica due iniziative distinte focalizzeranno l’attenzione su un problema su cui si stanno concentrando molte città.
L’argomento sta particolarmente a cuore all’Aifvs, l’associazione dei familiari delle vittime della strada, e al Movimento salvaciclisti.
La manifestazione piombinese si chiamerà «Pedalata ...azzurra» ed è in calendario con l’organizzazione di Asd Il rivellino. Collaborano il quartiere Porta a terra Desco, l’Aifvs, l’Unione ciclisti,l’Avis e la Polisportiva Arci Uisp di Venturina.Il programma prevede il ritrovo alle 9 in piazza Bovio presso il ristorante La Rocchetta. Partenza alle 10, arrivo e rinfresco al Rivellino dopo aver percorso una parte della città.L’iscrizione di 5 euro include la maglietta ricordo. Informazioni al 335/7507897.
Nel pomeriggio alle 17, nella sede del Centro soci Coop in corso Italia, verrà presentato un altro progetto curato dall’Aifvs stessa, stavolta con altre associazioni e con la collaborazione del Comune: Uisp, Comitato Soci Coop, associazione Ruggero Toffolutti, Consulta immigrati.
Nell’incontro sarà affrontata la sicurezza stradale con accento sugli indumenti obbligatori, capaci di rendere visibili i ciclisti. Un buon numero di gilet riflettenti sarà consegnato materialmente dalle stesse associazioni ai cittadini immigrati presenti alla Festa del Primo maggio organizzata dall’assocazione Ruggero Toffolutti nel parco archeominerario di San Silvestro, a Campiglia.
La mancanza di visibilità nelle ore notturne è un fenomeno che riguarda in particolar modo gli extracomnunitari impegnati nelle campagne e non solo.
La sicurezza sulle due ruote sarà al centro di una manifestazione nazionale a Roma, a cui prenderà parte una delegazione dell’Aifvs di Piombino.
La «bicifestazione» punta a sensibilizzare sulla gravità della situazione generale e italiana in particolare. Negli ultimi dieci anni hanno perso la vita nel nostro Paese 2.556 ciclisti, il doppio che in Gran Bretagna. La campagna ha preso il via proprio oltre Manica dalle colonne del Times. Tra le richieste che l’Italia è chiamata ad accogliere, ci sono l’obbligo di sensori e allarmi sonori sugli articolati che entrano in un centro urbano in modo che sia segnalata la svolta. E ancora, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.
Si chiede anche che il 2% del budget Anas sia destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione, il miglioramento della formazione di ciclisti e autisti con un ruolo fondamentale della materia nei test di guida. E ancora: i 30 orari come limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste. (v.p.)
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