Gioco
Osteria della Vittoria Il racconto in scena trasmette emozione
All’osteria della Vittoria si suona, si balla, e si parla. Di politica, lavoro, amore e socialismo. Il tutto in un’ambientazione ora concreta, ora venata dal fantasma del ricordo
CAMPIGLIA. All’osteria della Vittoria si suona, si balla, e si parla. Di politica, lavoro, amore e socialismo. Il tutto in un’ambientazione ora concreta, ora venata dal fantasma del ricordo e del sogno. Si è conclusa con lo spettacolo “Socialismo a passo di valzer” la stagione del teatro Concordi di Campiglia.
Sono state dieci le rappresentazioni che hanno scandito il programma della preziosa struttura gestita dall’associazione del Teatro dell’Aglio, a partire dal 10 novembre scorso con “Il nipote di Rameu, interpretato da Silvio Orlando.
“Socialismo a passo di valzer”, proposta dall’Accademia Amiata Mutamenti, si apre e si chiude come una sorta di fiaba dal sapore antico, guarnita di mistero e passione. Tutto quello che sta nel mezzo diventa poi frutto di un’atmosfera sospesa, continuamente alternata tra presente e memoria, laddove anche la realtà ha l’intonazione sincera ma impalpabile di un sogno riaffiorato.
Lo spettacolo di teatro-danza, dietro la regia di Giorgio Zorcù, su testo di Giuseppe Di Leva, prende vita dalla nascita di due eventi che si verificano a Santa Vittoria, nell’entroterra emiliano, nel periodo tra la fine della dominazione austriaca e la nuova Italia: l’origine del ballo liscio e le prime cooperative di braccianti, cuore del movimento socialista. Nell’osteria prendono corpo le vivaci discussioni intorno all’idea di un socialismo che nella danza trova la propria naturale colonna sonora, per un modello di esistenza che grida voglia di unione e libertà. La scenografia cambia continuamente, per una scelta di mostrare a vista quel che accade sul palco, secondo una suggestiva metamorfosi che va oltre il puro senso spaziale. E un finale che asseconda ancora una volta l’incanto della visione onirica, trasferita sullo schermo.
Questi gli interpreti: Sara Donzelli, Alessandro Ferrara, Annamaria Ajmone, Marco Bellocchio, Erio Reverberi al violino e Nicola Bonacini al contrabbasso, con le musiche di Amedeo e Armando Bagnoli. Chiudono il cast Massimo Zacchi come maestro di danza, Giannico Bittini, Lorenzo Pazzagli per le scene, e Marcello D’Agostino alle luci.
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