La manifestazione
Esporsi al sole con prudenza
Ci aspetta un’estate calda e particolarmente soleggiata, come non si vedeva da anni. Un motivo in più per esporsi al sole con prudenza. Il sole non va demonizzato, spiega Michele Maio, dell’Università...
Ci aspetta un’estate calda e particolarmente soleggiata, come non si vedeva da anni. Un motivo in più per esporsi al sole con prudenza. Il sole non va demonizzato, spiega Michele Maio, dell’Università di Siena, comunque evitando la fascia fra le 12 e le 15 e,soprattutto, controllando periodicamente i nei. Sono pericolosi quelli che appaiono Asimmetrici, con Bordi irregolari, a Carta geografica, a colori differenti nelle varie zone, con Dimensioni superiori a 6 mm, a rapida Evoluzione nella loro estensione (la regola dell’ABCDE).
I nuovi casi in Toscana sono oltre 500 l’anno, con un incremento del 6% dal 1970. Fra le categorie professionali maggiormente a rischio – è emerso a Milano durante l’ incontro stampa promosso da Roche – sono i manager, i professionisti ad alto livello ed i dipendenti “da scrivania”, in particolare chi lavora molte ore al chiuso e s’espone in modo altalenante ed eccessivo per cercare un’abbronzatura evidente in pochi giorni: melanoma,dunque, la malattia “dei colletti bianchi”, ma anche del turista “mordi e fuggi”, tipico dei finesettimana. Nelle fasi iniziali, può essere curato ma, quando si localizza ad altri organi, le aspettative di vita si riducono.
Ecco perché davanti ad una sopravvivenza del 25% ad un anno dalla diagnosi, ha spiegato Maurizio Di Cicco, amministratore delegato di Roche, occorre fare presto ad identificare la tipologia cellulare della malattia per valutare la possibilità delle nuove cure personalizzate. Il vemurafenib è stato pensato insieme ad un test diagnostico per individuare la presenza di uno specifico gene BRAF V600 (50% dei casi). A Siena è partito il primo studio clinico nei pazienti affetti da metastasi cerebrale del melanoma. La caratteristica è che la molecola si dimostra capace di bloccare rapidamente la proliferazione delle cellule malate.
Gian Ugo Berti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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