Il Tirreno

Duecento appartamenti affittati al nero

di Luca Centini
Duecento appartamenti affittati al nero

Nei guai un agente immobiliare che gestiva le case al mare di 149 proprietari e ha evaso tasse per oltre 1,2 milioni

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PORTOFERRAIO. Un’evasione fiscale da 1,2 milioni di euro su quasi duecento seconde case affittate al nero per conto di 149 proprietari. Sono i numeri impressionanti della maxi-operazione la guardia di finanza ha svolto all’Elba, in particolare nelle località balneari di pregio Procchio, Marina di Campo e Seccheto.

Le indagini svolte dai finanzieri della compagnia di Portoferraio, coordinate dal comando provinciale di Livorno, hanno portato alla denuncia di un agente immobiliare che affittava gli immobili senza alcun contratto e senza dichiarare alcuna rendita, tenendo per sè gli introiti ottenuti garantendo ai villeggianti servizi alberghieri accessori.

L’attività di verifica dei militari è scattata dopo alcune segnalazioni ricevute su delle presunte locazioni in nero su alcune case-vacanza situati nelle località balneari. Fin da subito è emersa la posizione non troppo limpida dell’agente immobiliare che gestiva in prima persona circa duecento seconde case, tenendo contatti con i villeggianti per conto dei proprietari immobiliari. Ben 149, non proprio uno scherzo in una realtà piccola come quella dell’isola d’Elba.

I finanzieri hanno accertato in tempi rapidi, grazie alle tracce documentali e ad alcuni questionari inviato ai clienti dell’agenzia, che gli immobili venivano affittati senza contratto e senza che l’agente dichiarasse alcuna rendita al fisco. Inoltre lo stesso agente offriva a chi soggiornava nelle case servizi alberghieri aggiuntivi, dal cambio della biancheria sino alla pulizia delle camere, tenendo per sè le cifre ottenute - rigorosamente al nero - da questi servizi.

Il meccanismo era chiaro. L’agente assicurava ai proprietari degli immobili rendite fisse per tutti i mesi estivi, senza i grattacapi di dover cercare e tenere i contatti con i clienti, in cambio teneva i proventi ricavati da prestazioni alberghiere improvvisate.

Ma la finanza ha rotto il giocattolo scoprendo redditi imponibili sottratti alla tassazione per 1.238.000 euro, più altri 315mila euro di Iva non versata.

Questo è costato all’agente immobiliare una denuncia per i reati tributari di dichiarazione infedele ed occultamento di documenti contabili. Ma oltre all’agente, che svolgeva il ruolo di organizzatore e faccendiere, saranno gli stessi proprietari ad uscire con le ossa rotte da questa vicenda. La guardia di finanza, infatti, ha segnalato all’Agenzia delle entrate 423mila euro di canoni immobiliari non dichiarati dai 149 proprietari, nel periodo compreso dal 2008 al 2010.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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