Italia
Tassa di soggiorno, arrivano le prime disdette
Gli albergatori sanvincenzini non mollano e annunciano l’avvio dei ricorsi Intanto resta l’incertezza sul pagamento da parte dei possessori di seconde case
SAN VINCENZO. Dopo la riunione di lunedì alla Torre tra l’amministrazione comunale – rappresentata dall’assessore al turismo Massimo Nannelli – e le varie categorie interessate all’applicazione dell’imposta di soggiorno, il regolamento comunale della tassa, per quanto riguarda le seconde case, è al momento in stand by.
Dopo la contraddizione emersa tra il punto di vista della dipendente dell’ufficio tributi comunale, Elena Rostagno - che sosteneva che le seconde case non fossero interessate dall’imposta - e quello di Nannelli - che invece sosteneva il contrario - l’amministrazione ha deciso di approfondire a livello giuridico lo studio del regolamento e le normative nazionali al riguardo. Intanto, l’incontro in calendario con i proprietari di seconde case è stato annullato, e sarà probabilmente fatto appena vi saranno certezze sulle regole.
Al momento, gli albergatori verseranno al Comune gli introiti dell’imposta, ma hanno dichiarato che faranno ricorso contro l’amministrazione. Alcuni, che fanno parte dell’Associazione operatori turistici, hanno mostrato le disdette ufficiali di alcune prenotazioni da parte di clienti che non intendono pagare la tassa di soggiorno.
Insomma, situazione spinosa: anche le agenzie immobiliari e le altre strutture turistico-ricettive hanno poche certezze. Dopo le sorprese della riunione di lunedì scorso, non è impossibile che l’inizio del periodo di applicazione della tassa – che va dal 1° maggio al 31 ottobre – possa slittare. «La tassa di soggiorno è una trincea da cui l’amministrazione di San Vincenzo non potrà uscire» dice Nicola Bertini, capogruppo del Forum, intervenendo sull’argomento.
«L’amministrazione – sostiene Bertini - avrebbe potuto evitare di entrare in tale trincea pretendendo che il Comune di Piombino non creasse buchi nel bilancio della Parchi spa e che si rispettassero la convenzione vigente e gli impegni sovracomunali presi. Visto però ciò che è successo, non si comprende quale soluzione la maggioranza intraveda per una vicenda nata e gestita male. Evidente che il regolamento approvato da un consiglio comunale che non ha neppure svolto i necessari controlli di coerenza dell’atto, deve essere modificato e riportato in consiglio. Altrettanto evidente – prosegue – che il pagamento dell’imposta slitterà, e di molto. Per contro il Comune di Piombino ha già approvato uno statuto per la Società Parchi senza dire niente a nessuno, mentre il sindaco Biagi ha candidamente annunciato che è disposto a far pagare a San Vincenzo una quota per il mantenimento della Parchi superiore a quella dovuta da Piombino».
Secondo Bertini, sarebbe impossibile proporre alternative senza una bozza di bilancio di previsione: «Abbiamo già evidenziato – dice - come si possano trovare altrove le risorse necessarie, ma la maggioranza fa finta di non sentire. Abbiamo capito che la giunta non si è neppure confrontata, nell’elaborazione del regolamento della tassa, con la struttura tecnica. Se il pressappochismo con cui si delibera è questo – conclude - non si tratta di criticare politicamente le scelte, ma di prendere atto che l’attuale amministrazione non ha la maturità per prendere atto dei tanti fallimenti inanellati e per dimettersi seduta stante».
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