Finanza
«Non vengo da Marte, capirò l’Elba»
Sammuri pronto a raccogliere il timone del Parco: serve tempo per trasformare l’ostilità in condivisione
PORTOFERRAIO. «Guardate non è che vengo da Marte, a casa mia basta aprire la finestra per vedere l’Elba». Giampiero Sammuri usa l’arma dell’ironia per stemperare la polemica sollevata da alcuni primi cittadini dell’isola, delusi per la nomina di un altro presidente del Parco non elbano. Lunedì la Regione ha liberato il campo dagli ultimi dubbi, confermando di aver dato l’ok alla proposta di nomina inviata dal ministero. Sammuri sarà il terzo presidente del Parco dopo Tanelli e Tozzi, si insedierà non appena saranno portate a termine le procedure del caso. Forse già a giugno, mentre nel frattempo la transizione del Parco sarà gestita dal commissario Massimo Avancini. Per Sammuri, per anni alla guida del Parco della Maremma e attuale presidente di Federparchi, sono arrivati in poche ore gli attestati di stima della Regione e di tanti addetti ai lavori. «Non vedo l’ora di iniziare – commenta Giampiero Sammuri – di parchi in Italia ce ne sono circa duecento, ognuno ha le sue caratteristiche. Non mi metterò al timone dell’Arcipelago con una ricetta preconfezionata, non sarebbe la scelta giusta. La priorità è capire bene la situazione e ciò di cui ha bisogno il Parco».
Tra i primi ostacoli che Sammuri si troverà a dover affrontare vi è il rapporto non sempre idilliaco tra il Parco e il territorio. «La mentalità all’Elba non è diversa rispetto a ciò che è accaduto nelle altre zone dove sono stati istituiti i parchi – sostiene il futuro presidente – servono alcuni anni per consolidare l’esperienza e per passare da una situazione di ostilità alla condivisione».
Eppure Sammuri non ha ancora messo piede all’Elba e già alcuni amministratori e cittadini hanno storto il naso per l’ennesima nomina non elbana. «Ci sarebbe da dire che il Parco non è solo l’Elba, per quanto sia l’isola più grande e più importante – precisa Sammuri – anch’io sono d’accordo nel dire che essere del territorio è un vantaggio. Se mi avessero proposto di fare il presidente di un parco alpino avrei rifiutato. Ma vengo dalla Maremma, mica da Marte».
Già in questi mesi il presidente in pectore del Parco si è misurato con temi caldi per l’isola, a partire dall’estensione dei confini dell’area marina protetta anche all’Elba e al Giglio. Ipotesi che viene spinta dal presidente della Regione Rossi. «Credo che allargare i confini sia un’opportunità – dice Sammuri – che deve essere portata avanti con la massima condivisione». In questi mesi lo stesso Sammuri aveva respinto con forza l’ipotesi ventilata dal governo di riaprire il carcere a Pianosa.
L’obiettivo che Sammuri si sente di fissare ancor prima di assumere la guida del Parco - l’iter dovrebbe completarsi a giugno - è cercare per il Parco dell’Arcipelago «un punto di equilibrio corretto tra la fruizione e la salvaguardia – spiega – il Parco della Maremma è visitato ogni anno da centinaia di migliaia di persone, ma la sua fruizione è regolata da regole chiare». Sabato Giampiero Sammuri sbarcherà all’Elba per partecipare al convegno all’Enfola - assieme a Francesco Pira e Luciano Canova - nell’ambito del Walking Festival. Si tratterà del primo vero contatto con la popolazione elbana del successore di Tozzi. «Paura degli elbani? Guarda che i maremmani non sono mica da prendere con le molle – scherza Sammuri – sarà la prima occasione per parlare e soprattutto per ascoltare il territorio. Sono uno che sceglie sempre la via del dialogo, ascoltando le persone ho ricevuto gli insegnamenti più preziosi».
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