Il Tirreno

La Val di Cornia cerca il suo futuro con la Sant’Anna

di M.Massei Autunnali

Affidato all’istituto pisano il progetto dei Comuni e dall’Ap Lo studio costerà 147mila euro: a dicembre i primi risultati

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PIOMBINO. «Non si tratta dell'affidamento di una consulenza. Bensì di una partnership su un progetto di ricerca per aggiornare i paradigmi culturali attorno al nostro territorio. Parametri che debbono essere messi in discussione in un momento storico in cui le certezze non sono più tali». Usa queste parole il sindaco Gianni Anselmi nel commentare il progetto di ricerca che la scuola Sant'Anna di Pisa avvierà a breve su Piombino e Val di Cornia.

Un progetto che coinvolge l'intero territorio e che vede co-protagonisti i Comuni e l'Autorità portuale, alla ricerca di nuove prospettive per lo sviluppo.

Durata prevista, 14 mesi, durante i quali gli esperti del Dipartimento di diritto politico e sviluppo e l'Istituto management della prestigiosa scuola pisana tracceranno un quadro delle caratteristiche della Val di Cornia, rintracciandone esigenze e potenzialità. Sostenibilità, innovazione e capitale relazionale sono le parole chiave di questa ricerca che prenderà il via a maggio e che costerà 147 mila euro, ripartiti tra i Comuni e l'Authority, con una percentuale di eccellenza (71 mila euro) per Piombino in qualità di Comune capofila.

«Il proposito – spiega Anselmi – non è certo quello di destrutturare il passato, quanto piuttosto di trovare le chiavi giuste affinché il territorio, considerate le peculiarità, possa avere anche una funzione di scala minima di modello di sviluppo in una prospettiva più generale. La Val di Cornia, grazie alla presenza del porto, è un territorio di frontiera. Noi però non ci consideriamo depositari di certezze. Il rapporto con il Sant'Anna deve servire ad ampliare le nostre prospettive».

Responsabili scientifici del progetto (dal titolo «Dinamiche identitarie, trasformazioni economiche, prospettive strategiche: il caso di Piombino e Val di Cornia») sono i professori Anna Loretoni, Nicola Bellini e Alberto Pirni. «È con grande interesse che ci avviciniamo a quest'area – spiegano – Val di Cornia e porto sono a nostro avviso laboratori di un cambiamento che non riguarda solo la Toscana, ma un po' tutto il mondo industrializzato. Per questo è necessario capire quello che sta succedendo e quali sono le nuove linee».

Programma ambizioso, specifica Bellini, «poiché non si tratta di uno studio separato rispetto all'area al quale si rivolge. Grazie alle tecniche del focus group e delle interviste, saremo una presenza costante sulla zona». Questo tipo di azione prenderà avvio nel mese 2 del programma, ovvero giugno: a partire da questo momento, gli studiosi coinvolgeranno dapprima soggetti «esemplari», selezionati dal mondo delle istituzioni, dall'ambito imprenditoriale, dalle aziende: successivamente, grazie anche alla rete attivata con questi primi contatti, amplieranno l'indagine su un campione più ampio della popolazione, che, individuato tramite metodologia Cati, sarà sottoposto a indagine tramite intervista telefonica.

«La scuola Sant'Anna – conclude Anna Loretoni – crede molto nella multidisciplinarietà, che caratterizza anche questa ricerca: si metteranno insieme competenze economiche e filosofia sociale, con lo scopo di poter dire qualcosa di nuovo anche in termini di aspirazioni e desideri della popolazione sulla base delle proprie competenze. A dicembre dovremmo essere in grado di fornire i primi risultati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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