Il Tirreno

Tassa di soggiorno, gli operatori protestano nella sala consiliare

di Paolo Federighi
Tassa di soggiorno, gli operatori protestano nella sala consiliare

Albergatori e commercianti abbandonano l’assemblea convocata dal Comune alla Torre mentre l’assessore al turismo Nannelli spiega il regolamento di applicazione della nuova imposta

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SAN VINCENZO. Nessuno se lo aspettava. E nessuno credeva che tutto potesse tornare ad essere in discussione per questioni legate alla normativa. Alla riunione voluta dall’amministrazione – rappresentata in tal caso dall’assessore al turismo Massimo Nannelli – con gli operatori turistici per spiegare le modalità di versamento e gestione dell’imposta di soggiorno, in vigore dal 1° maggio al 31 ottobre, la protesta è stata eclatante. Molti operatori turistici facenti parte dell’Associazione operatori turistici San Vincenzo e Val di Cornia, che da tempo protesta contro l’applicazione della tassa di soggiorno e che conta al suo interno 43 strutture turistico-ricettive e 30 esercizi commerciali, si sono alzati dopo il breve discorso introduttivo dell’assessore e se ne sono andati senza neanche ritirare il software per il pagamento, lasciando la sala consiliare della Torre semideserta.

Se ne sono andati non prima che la presidente dell’associazione, Mirna Maggeschi, leggesse un comunicato nella sala consiliare: «L’associazione intende formalizzare la protesta nei confronti dell’amministrazione comunale di San Vincenzo sia sulla tassa di soggiorno che sulle modalità della sua applicazione. Una protesta che va avanti da cinque mesi, senza mai aver avuto nessuna rispondenza dall’amministrazione».

Prima di varcare la soglia, gli operatori hanno consegnato ad assessori e tecnici presenti (della ditta Ipsos, che ha elaborato il software per il pagamento della tassa) una copia del comunicato letto e del manifestino contro l’imposta di soggiorno che è affisso in molti degli esercizi commerciali del centro. Alcune strutture turistico-ricettive hanno deciso, invece, di restare nella sala.

L’assessore ed i tecnici, basiti, hanno ricevuto gli agenti immobiliari, che venivano dopo gli albergatori. Un agente immobiliare ha fatto notare che le seconde case, così come le agenzie immobiliari, non risulterebbero interessate dalla tassa di soggiorno secondo la legge nazionale.

Anche in questo caso, non sono mancate le contestazioni e le critiche contro assessore e tecnici da parte dei presenti. Durante questa seconda sessione della mattinata, si è consumata la contraddizione che può rimettere in discussione tutto. Mentre Elena Rostagno, dell’ufficio tributi comunale, spiegava che le seconde case non sono interessate dalla tassa di soggiorno, Nannelli ha dichiarato invece che ne sono interessate. In seguito a questa contraddizione tra collaboratori, è stata annullata la riunione di oggi con i proprietari di seconde case per «approfondimenti di carattere giuridico» sulla normativa. Da parte loro, gli albergatori andranno avanti nella loro protesta, con ogni probabilità fino al Tar.

«Contesteremo – dicono i dirigenti dell’associazione operatori turistici San Vincenzo e Val di Cornia – il regolamento della tassa di soggiorno e porteremo avanti il nostro proposito di ricorso al Tar. Speriamo che slitti ancora il pagamento della tassa, perché il regolamento è, in generale, sbagliato. Come associazione non riteniamo corretti il regolamento e le sue modalità. Nei prossimi giorni presenteremo le firme raccolte contro l’imposta all’amministrazione. Stiamo inoltre raccogliendo le risorse per fare ricorso al Tar, con l’aiuto di un avvocato. Il 15 giugno, al primo versamento al Comune degli introiti della tassa – concludono - non ci potremo sottrarre all’operazione. Ma faremo ricorso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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