Sicurezza
Una rete chiude la via dei Rosmarini
MARINA DI CAMPO. Chiusa la via dei rosmarini. Un cartello con scritto “Divieto d’accesso – Proprietà privata”, campeggia sul sentiero 48 La Foce – Fonza, inaugurato lunedì da Comune e Acqua dell’Elba....
MARINA DI CAMPO. Chiusa la via dei rosmarini. Un cartello con scritto “Divieto d’accesso – Proprietà privata”, campeggia sul sentiero 48 La Foce – Fonza, inaugurato lunedì da Comune e Acqua dell’Elba.
La rete metallica si trova in prossimità dell’intersezione con lo stradello che collega la villa di proprietà della famiglia Bedeschi, protagonista dell’acceso diverbio di Pasquetta con alcuni escursionisti, ad una caletta sottostante.
Ci sarebbe proprio la «caletta selvaggia di rocce, privata ed esclusiva solo per gli ospiti della villa», descritta così sul sito Calabella.it, dietro lo sbarramento del sentiero.
Il portale, intestato a Magda Benzi e creato il 26 aprile del 2000, propone alcuni appartamenti in affitto «con privato sbocco a mare a soli 300 metri», ribattezzato “Cala Bella”. Ma Legambiente preferisce parlare di «privatizzazione della costa» e invoca l’intervento delle istituzioni.
Il Comune di Campo nell’Elba presto si attiverà per le verifiche.
«Ci recheremo in zona con la polizia municipale – afferma il sindaco Vanno Segnini – per verificare le segnalazioni dei cittadini e dopo avvieremo le iniziative che reputeremo necessarie».
L’arrivo degli agenti potrebbe culminare con il sequestro delle recinzioni, chiesto a gran voce da Legambiente che le reputa «un vero e proprio abuso edilizio».
«Reti e pali sono stati realizzate in zone protette, vietate senza il nulla-osta del Parco e l’autorizzazione del Comune – afferma Umberto Mazzantini, responsabile Legambiente per le isole minori – e sappiamo che i due enti hanno già avviato le procedure per far luce sullo scontro del 9 aprile. Siamo di fronte ad una vera e propria violazione del Piano del Parco – conclude Mazzantini – della legge 394/91 e del decreto del Presidente della Repubblica del 1996 che istituisce l’area protetta».
Un vero e proprio braccio di ferro, insomma, per una vicenda che avrà anche risvolti giudiziari anche alla luce di alcune denunce che, nei giorni scorsi, sono state presentate ai carabinieri.
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