Sicurezza
Lavori a rilento, Piazza Dante pronta solo a metà luglio
MARINA DI CAMPO. Piazza Dante non sarà pronta prima di luglio. Durante il consiglio comunale di mercoledì scorso è emerso che i lavori per il restyling dell’area non finiranno prima di 10-12...
MARINA DI CAMPO. Piazza Dante non sarà pronta prima di luglio. Durante il consiglio comunale di mercoledì scorso è emerso che i lavori per il restyling dell’area non finiranno prima di 10-12 settimane. «La zona – assicura l’amministrazione – verrà parzialmente aperta già a giugno e i lavori si concluderanno con l’installazione delle due fontane. Solo una piccola porzione resterà inaccessibile fino a luglio». «Lunedì riapriranno i cantieri – afferma l’assessore ai lavori pubblici, Fausto Carpinacci – dato che il Comune ha adottato una variante per mettere in sicurezza gli impianti elettrici a supporto delle fontane, togliendoli da sotto la piazza e spostandoli nel seminterrato del palazzo municipale». Una scelta fatta per prevenire qualsiasi rischio idraulico e tutelare le spese sostenute.
«Dopo l’alluvione è giusto tenere in considerazione anche queste eventualità ed essere prudenti. In futuro non vogliamo brutte sorprese», spiega Carpinacci. Una volta chiusi i cantieri, la piazza apparirà completamente nuova: in granito elbano, senza pini e aiuole (scelta contestata da ambientalisti e parte di cittadini e minoranza) e con due nuovi giochi d’acqua, uno al centro e l’altro all’intersezione con via Roma.
Il progetto è stato avviato nel settembre 2009 dall’attuale amministrazione. L’investimento ammonta a mezzo milione di euro. Inizialmente la piazza doveva essere inaugurata nell’estate 2010, ma ci sono stati un po’ di problemi. L’appalto, che comprende anche la realizzazione del museo mineralogico di San Piero, era stato affidato in tempo, ma un’offerta troppo bassa (inferiore del 38%) ha costretto gli uffici tecnici comunali a fare verifiche sulla ditta aggiudicatrice. Procedure che hanno fatto slittare i lavori a dopo l’estate. Il Comune ha approfittato della pausa estiva per introdurre una variante progettuale, che prevedeva l’abbattimento di tutti i pini, considerati pericolosi da un tecnico incaricato dalla giunta. La decisione è stata contestata da parte della cittadinanza, ambientalisti e da alcuni consiglieri comunali, ma a fine settembre le piante sono state rimosse. I lavori non sono potuti partire subito a causa di passaggi burocratici. Novembre sembra il mese giusto, ma ecco la maledetta alluvione a bloccare i lavori.
A gennaio riaprono i cantieri, l’area viene scoperchiata (ad oggi è un campo terroso) e l’attesa del parere sull’ultima variante urbanistica rallenta nuovamente tutto, a causa dei vari passaggi burocratici (autorizzazione paesaggistica, benestare della Soprintendenza etc.).
«Il prolungarsi dei lavori rischia di intaccare brutalmente il periodo estivo - scrivono in una nota i consiglieri Graziani, Lambardi, Mai e Schezzini del gruppo di "Alleanza per Campo" - e dobbiamo essere rapidi e limitare al massimo disagi per cittadini e turisti».
(s.t.)
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