Il Tirreno

Prestiti a tassi alti, albergatori campesi dal presidente Rossi

di Stefano Taglione
Prestiti a tassi alti, albergatori campesi dal presidente Rossi

Molte strutture hanno slittato l’apertura al prossimo mese per i ritardi nello stanziamento dei fondi dopo l’alluvione

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MARINA DI CAMPO. Imu, addizionale Irpef e prestiti bancari a tassi non proprio agevolati.

Gli imprenditori campesi non vogliono più sentir parlare di pressione fiscale.

Dopo il rialzo degli interessi sui mutui di diverse banche toscane, nonostante le garanzie di Fidi Toscana, l’arrivo di ulteriori stangate preoccupa le categorie economiche.

A questo proposito, lunedì è previsto un incontro a Firenze fra banche e Regione.

«Si fa finta che vada tutto bene – dice il commerciante Paolo Franceschetti – ma Iva, Imu e addizionale Irpef dovranno essere versate. Ci sono aziende che non sanno come venirne fuori».

A Campo qualche esercizio non riaprirà, mentre altri negozianti sono subentrati nei fondi lasciati sfitti.

Le Poste sono ancora in una struttura provvisoria e non si sa quando potranno tornare nel locale alluvionato ancora oggi sottosopra.

Ma i problemi maggiori li sta attraversando chi ha chiesto i prestiti più alti, a causa del raddoppio dei tassi di interesse e dei tempi lunghi.

«I soldi chiesti dovevano arrivare a febbraio, ma li ho avuti solo ad aprile – lamenta Lucio Di Biase, vice presidente di Federalberghi Toscana – con inevitabili danni all’attività. Solo per le spese istruttorie le banche volevano il 2% del prestito. Non pretendo regali, ma non voglio neanche che qualcuno lucri sulle nostre disgrazie. Non ho lasciato aperti i rubinetti, mi è stato procurato un danno!».

A causa dei ritardi sullo stanziamento dei fondi, l’hotel Barracuda di Di Biase riaprirà a fine aprile.

«Ho perso molte prenotazioni pasquali – spiega il vice presidente di Federalberghi Toscana – che ho girato ad altri albergatori. In un modo o nell’altro sono riuscito a partire con i lavori di ristrutturazione a febbraio. Ma per due mesi ho cercato di tranquillizzare i fornitori perché non potevo pagarli». Ma a Campo la maggior parte degli albergatori sono in difficoltà.

«La situazione è drammatica – spiega Di Biase – perché a Pasqua solo quattro hotel erano aperti e nessuno riuscirà a lavorare per sei mesi.

I dipendenti non potranno chiedere l’indennità di disoccupazione e le venticinque persone che ogni anno assumo sono molto preoccupate».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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