Attenzione
Massaggiare i cavalli, una nuova professione
L’allevatrice e amazzone Serena Carmilla supporta con la massoterapia gli animali impegnati in attività agonistiche o in fase di riabilitazione
VENTURINA. Una nuova quanto insolita professione: la massoterapia applicata ai cavalli; ovvero il massaggio come strumento per favorire la fluidità e l’andatura del cavallo e come metodo per risolvere contratture muscolari, rigidità, dolori consentendo all’animale maggiore resistenza alla fatica e massima espressione delle proprie potenzialità.
A spiegarci questa professione, che lei stessa si è per così dire inventata, è Serena Carmilla 34 anni, venturinese, allevatrice e amazzone per passione, amante dello studio del comportamento animale, che dopo studi in medicina veterinaria e vari corsi di formazione e specializzazione ha deciso di fare della massoterapia applicata ai cavalli la sua attività di libera professionista.
Da diversi anni Serena Carmilla supporta il lavoro dei cavalli impegnati in attività agonistiche ma anche in fasi riabilitative o nella risoluzione di problemi legati al movimento. «Il massaggio – spiega – ha un’azione immediata, migliora la circolazione, il tono muscolare, l’andatura, permette di tenere sotto controllo la condizione fisica del cavallo e soprattutto previene alcuni infortuni con un metodo lontano dalla pratica del doping e invece vicino al benessere dell’animale». Dunque, nessuna sostanza estranea, nessuna copertura dei sintomi e nessuna azione invasiva.
«Il cavallo riequilibra se stesso con tempi e modalità individuali», dice Carmilla che nel suo lavoro parte da un presupposto fondamentale: rispettare la natura del cavallo. «Sono abituata a guardare l’insieme-cavallo – spiega Serena – e in questa visione entrano tutti gli elementi che portano ad una buona o non buona performance, dalla sella al luogo in cui vive, dal tipo di esercizi che fa in campo alla programmazione a breve e lungo termine degli allenamenti, amo collaborare con gli altri professionisti (maniscalco, veterinario, osteopata..) che seguono il binomio, perché credo che un buon risultato agonistico o riabilitativo siano il frutto dell’unione di più competenze. Il mio continuo aggiornamento professionale vuole proprio questo: comprendere il lavoro di chi ho a fianco e ottenere il meglio per il cavallo».
In Italia non sono molte le scuderie con simili impostazioni perché non lavorare all’estero dove questo mestiere non è più considerato insolito? «Certe realtà estere sono perfette per imparare e per aggiornarsi – sostiene Carmilla– ma è qui che molte cose devono cambiare, molti cavalli vivono ancora situazioni che portano a lesioni o patologie che qui sembrano ancora situazioni fisiologiche. Già risolvere piccolezze può fare grandi differenze, ma queste piccolezze la gente deve conoscerle, in questo senso il mio lavoro fa da legame tra il cavallo e le persone. Nel mondo equestre bisogna migliorare molti aspetti, a partire dalla condizione di vita del cavallo, nato per vivere libero e muoversi, noi lo teniamo in box 22 ore su 24, ma pretendiamo la massima prestazione».
Un lungo percorso formativo anche in ambito comportamentale ha permesso a Serena di costruire con il cavallo un rapporto esclusivo, che ha deciso di diffondere con stage, seminari e giornate formative, anche per i bambini. Serena Carmilla collabora con scuderie di varie discipline, per la preparazione atletica di cavalli impegnati in attività agonistica tra i quali spiccano molti campioni alcuni dei quali sono anche in lizza per partecipare alle prossime Olimpiadi di Londra per il Dressage e in concorsi internazionali.
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