Sicurezza
Strappo finale in aula Mancuso si dimette ma aspetta a salutare
Il sindaco ha 20 giorni di tempo per riconquistare la giunta Ma gli ex alleati la gelano: «Con i discorsi si va poco lontano»
RIO MARINA. Da giorni in paese si parlava di questo consiglio comunale. Una sorta di resa dei conti, dopo giorni di veleni, voci di corridoio e dichiarazioni a mezzo stampa. «Ma insomma le darà o no queste dimissioni?», ci si chiedeva poche ore prima del confronto in sala consiliare. La Mancuso ha spazzato via i dubbi appena ha impugnato il microfono davanti ai consiglieri e alle tante persone venute per assistere alla seduta. «Con senso di responsabilità abbiamo aperto questa verifica che oggi culmina con le mie dimissioni – ha dichiarato il sindaco facendo fatica a nascondere l’emozione – non ho interesse a continuare a governare giorno per giorno senza condivisione degli obiettivi».
L’ordine di fermare la giostra, insomma, è arrivato. Tardivo, per l’opposizione. Di certo un passo obbligato per il sindaco che in questo modo si è tirata fuori dalle sabbie mobili di un consiglio comunale dove, di fatto, non aveva più i numeri per governare. In politica, si sa, la speranza di poter cambiare le carte in tavola è dura a morire. E in questi venti giorni di tempo, entro cui il primo cittadino può ritirare le dimissioni, Mancuso tenterà fino all’ultimo la strada della ricomposizione della maggioranza. Ma la strada sembra ricca di ostacoli, soprattutto ora che si è aperto il nuovo muro contro tra Mancuso e i suoi ex assessori sulle vicende urbanistiche. «Non lascerò il paese senza approvare il bilancio consuntivo e preventivo (già nelle prossime ore la giunta discuterà la bozza) – ha detto Mancuso – cercando fino all’ultimo di rispettare il mandato con i miei elettori».
Il sindaco, insomma, lascia uno spiraglio aperto. Lo stesso spiraglio che i suoi ex assessori Baleni, Fortunati e Roitero sembrano chiudere tempestivamente con la secca replica alla prese di posizione del sindaco che, nelle ultime ore, aveva indicato come una delle cause della crisi, oltre all’ormai celebre mancato rinnovo della convenzione con l’Autorità portuale, le recenti vicende urbanistiche. Sul piatto ci sono infatti alcune schede urbanistiche in sospeso, per le quali gli assessori avrebbero incalzato gli uffici amministrativi. La stessa Mancuso ha chiesto l’intervento di un legale esterno per chiarire la vicenda. «La Mancuso si riferisce alla richiesta all’allora sindaco Bosi di verifica e correzione della schedatura del regolamento urbanistico – ha detto Tania Roitero a nome anche di Baleni e Fortunati – la richiesta fu immediatamente recepita da Bosi che ha impartito disposizioni precise all’ufficio tecnico. Il sindaco conosce bene tutto quanto è successo, dal momento che faceva parte dell’amministrazione precedente, per cui riteniamo inesatte o falsate le sue affermazioni sull’urbanistica e soprattutto il suo presentarsi come estranea a tutto questo. Nessuno di noi si sente un franco tiratore, né come tale si comporta».
Parole pesanti che non sembrano prefigurare una distensione entro i venti giorni che ci separano dalla convalida delle dimissioni della Mancuso. Il sindaco dimissionario ha fissato le due condizioni necessarie per riacciuffare per i capelli l’amministrazione: «Serve l’affidamento ad un consulente esterno per le vicende urbanistiche – ha detto Mancuso – e soprattutto una piattaforma di obiettivi condivisi». Ma la mano tesa, almeno per il momento, non sembra avere successo. «Se ho imparato qualcosa in 11 anni di politica – ribatte Fortunato Fortunati – è che con i discorsi si va poco lontano, ma si governa con impegno, chiarezza e rispetto. Lo stesso rispetto che ci è mancato fin dalla prima giunta, poi con il congelamento e con le dimissioni apprese dalla stampa. Rio Marina non ha bisogno di scuse tardive, insinuazioni e minacce, ma di gente seria che voglia bene al paese».
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