Il Tirreno

Tassa di soggiorno, prime riscossioni fra le critiche

di Frencesca Lenzi
Tassa di soggiorno, prime riscossioni fra le critiche

Un software gratuito agli albergatori per il versamento degli introiti al Comune. Giuliani: «Procedure di recupero forzoso sui turisti che non vogliono pagare»

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PIOMBINO. Quest’anno la Pasqua ha coinciso in diversi Comuni della Val di Cornia con l’ingresso della tassa di soggiorno come versamento richiesto dalla strutture turistico ricettive per conto delle rispettive amministrazioni.

Piombino, Campiglia e Suvereto hanno tagliato il nastro di partenza il primo aprile, con un differente piano di tariffe. Se Campiglia e Suvereto hanno deciso di imporre un unico contributo per ogni tipologia ricettiva, Piombino presenta la proposta più variegata.

Per gli alberghi si parla di 50 centesimi a stella. In pratica per un hotel tre stelle si paga 1,5 euro a persona per notte. Per gli agriturismi invece l’imposta è fissata a un euro, mentre per i campeggi, agricampeggi e villaggi turistici 50 centesimi. 1,5 il versamento per villaggi turistici e residence, un euro per tutte le altre strutture (bed & breakfast, aree di sosta, ostelli per la gioventù, case e appartamenti per vacanze, ecc.). Appena partita la tassa di soggiorno ha già creato malumori e opposizioni da parte degli albergatori, fermi sul piede di guerra, per un’imposta che giudicano arbitraria e intempestiva.

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