Il Tirreno

«Non sarò più il sindaco di Rio Marina»

di Luca Centini
«Non sarò più il sindaco di Rio Marina»

Mancuso annuncia di volersi dimettere dopo il blackout della giunta, presenterà le dimissioni nel consiglio di domani

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RIO MARINA. Per giorni ha cercato di tenere in vita una maggioranza sgretolata, dopo che i suoi stessi assessori l’avevano sfiduciata. Ha tentato di tenere duro, dando il via a una girandola infinita di incontri e telefonate con i suoi alleati, quindi ha giocato la carta del rimpasto delle deleghe, con l’ingresso in giunta di Cardoni e Martorella e l’uscita dei “nemici” Fortunati e Baleni. Ma il filo dell’equilibrio si è rotto, così Paola Mancuso ha deciso di annunciare le proprie dimissioni. Insomma Rio Marina, a meno di colpi di scena in extremis, non sarà più rappresentato dal sindaco eletto meno di un anno fa e, di conseguenza, sarà commissariato.

Il forfait. «Con questa lettera aperta alla cittadinanza ho deciso di rassegnare le dimissioni dalla carica di sindaco, che avranno effetto 20 giorni dopo la presentazione in consiglio comunale che si terrà domani mattina». Poche parole che, almeno in teoria, non dovrebbero lasciare spazio alle interpretazioni.

Al momento, però, Mancuso non ha consegnato alcuna lettera di dimissioni all’ufficio protocollo del Comune. Tanto basta, in un contesto segnato ormai da continui colpi a sorpresa e capovolgimenti di fronte, per invitare alla prudenza. Nessuno si sente di escludere che la mossa di Mancuso sia l’ultimo - estremo - tentativo di rinserrare le fila della maggioranza di fronte all’incombere del commissariamento. In ogni caso le dichiarazioni del sindaco, nell’ambito di una telenovela durata circa un mese, sono destinate a scavare di nuovo un solco profondo. «Con rammarico abbandono il percorso – dice il sindaco – prendendo atto che non ci sono le condizioni di orgoglio, libertà e senso civico ai quali ho pensato di poter sacrificare la mia serenità personale e familiare e senza i quali non c’è dignità per un’amministrazione costretta ad un equilibrio impossibile di personalismi e piccoli ricatti».

Oltre al porto, l’urbanistica. Il saluto amaro di Paola Mancuso è condito di dettagli inediti, tra cui emergono le «recenti vicende urbanistiche – dice il sindaco – che hanno visto protagonisti uffici ed amministratori in una lotta senza frontiera che non mi appartiene». Sul piatto, invece dei soliti contrasti e sospetti sull’incompatibilità tra i ruoli di sindaco e segretario dell’ Autorità portuale ci sarebbero alcune delle schede attinenti alla variante al regolamento urbanistico prossimo all’approvazione. In questo contesto Mancuso non si astiene dal mandare messaggi ai suoi alleati, se ancora si possono chiamare in questo modo. «Questa guerra – dice – mi vedrà costretta a sottoporre agli organi competenti lettere, relazioni, esposti e tutto quello che non posso dirimere nel mio ruolo dovendo affidarlo a chi chiarirà al paese molte delle ragioni di questa crisi».

Parole che suonano come una minaccia più o meno velata. Ma per il momento gli ormai ex alleati restano prudenti. Fortunati e Baleni preferiscono non parlare, Maurizio Grazia rispedisce il messaggio al mittente. «Dico solo che i ricatti e i personalismi non sono cose che mi appartengono – commenta l’ex assessore al commercio – e se ho posto delle condizioni al sindaco sono sempre e solo legate alla sfera politica».

Arriva il commissario? La crisi è durata circa un mese e adesso è giunta a un bivio. Se il consiglio comunale accetterà le dimissioni del primo citttadino arriverà in tempi rapidi (passati i 20 giorni dal passaggio in consiglio) un commissario prefettizio che traghetterà l’amministrazione comunale fino alle prossime elezioni, svolgendo le funzioni dell’ente che non è più governato e compiendo atti sia di ordinaria che di straordinaria amministrazione.

Un epilogo amaro, dunque, che neanche il rimpasto provato dalla Mancuso ha saputo evitare. Il sindaco ha infatti riassegnato le deleghe una decina di giorni fa, facendo entrare in giunta Martorella e Cardoni, ma tenendo fuori Baleni e Fortunati. Le ferite, tuttavia, non si sono rimarginate neanche con il presidente consiliare Tania Roitero e con l’assessore al commercio Grazia che non ha mai accettato di riassumere le deleghe a lui proposte dal sindaco.

La speranza di Bosi. In tempi rapidi la notizia delle dimissioni della Mancuso sono rimbalzate in paese. Su facebook sono arrivati i primi commenti a sostegno del sindaco, ma anche alcune espressioni polemiche. Chi prova rammarico per la svolta che ha assunto la crisi di giunta è Francesco Bosi, l’ex sindaco di Rio Marina che un anno fa ha sostenuto con forza la candidatura di Paola Mancuso.

«Non posso che provare amarezza e sconcerto per quanto sta accadendo – dice Bosi – spero ci sia ancora una minima possibilità di evitare una fine così repentina e il commissariamento. Credo che in certi casi sia mancata la volontà di fare gruppo e, col tempo, i rapporti interpersonali si sono deteriorati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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