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turismo in viale amendola

«In tanti ce l’hanno con noi ma i lavori andranno avanti»

«In tanti ce l’hanno con noi ma i lavori andranno avanti»

 «Se dovremo buttarlo giù lo faremo, basta che mi dicano dove metterlo». A parlare è Antonino Simeti, amministratore delegato della Sorgente, ditta costruttrice del complesso turistico-ricet...

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PIOMBINO. «Se dovremo buttarlo giù lo faremo, basta che mi dicano dove metterlo». A parlare è Antonino Simeti, amministratore delegato della Sorgente, ditta costruttrice del complesso turistico-ricettivo di viale Amendola.

Argomento della discussione è il casotto in muratura del vano contatori, giudicato dall’amministrazione comunale difforme rispetto al progetto. Così che

l’eventualità più probabile è la demolizione.

E’ stato lo stesso assessore all’urbanistica, Luciano Francardi a motivare la valutazione di non conformità della baracchina: «Nel piano della costa si stabilisce che i locali tecnici debbano essere integrati o adiacenti alle strutture».

Per Simeti invece «al momento non ci sono certezze, il problema verrà esaminato col Comune, anche nel rispetto del regolamento urbanistico della costa, che tuttavia non è l’unico elemento da considerare. L’Enel chiede precisi vincoli nell’ambito del vano contatore. Deve essere accessibile dall’esterno, e quindi non può trovarsi integrato agli immobili. Inoltre da tenere presenti ci sono pure importanti motivi di sicurezza. Un vano contatore di questo tipo è piuttosto grosso e in caso di problemi o incendi, se attaccato alle strutture, l’emergenza può risultare più complicata da gestire. Comunque vedremo cosa succederà. Mi sembrerebbe assurdo buttarlo giù e rifarlo due metri più in là, ma se il casotto non va bene lo rifaremo». Nessun dramma quindi da parte della ditta, anche se la circostanza porta ad allargare il discorso nell’ambito e delle critiche mosse al complesso turistico che sta nascendo. «Mi chiedo dove fossero i detrattori del progetto quando nel 2005 fu presentato e poi approvato – dice Simeti – Adesso è tardi per bloccarlo. Mi sconvolge che su tutta la superficie edificabile concessionata si punti il dito contro una piccola struttura, giusto per intralciare un piano già approvato. Non so a cosa si attaccheranno la prossima volta. Fatto sta che i lavori andranno avanti secondo il programma. Chi vuole fermare il progetto doveva pensarci anni fa. Le polemiche di oggi sono sterili».

Francesca Lenzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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