Italia
Flop di Pasqua per l’Elba, presenze in calo del 20%
Dati in caduta libera rispetto al 2011. Gli albergatori lanciano l’allarme: «Scarse offerte di cultura e commercio»
PORTOFERRAIO. Il maltempo vero o presunto non ha aiutato. Così le prenotazioni last-minute che avrebbero dovuto attutire il colpo non sono arrivate e, di conseguenza, le previsioni negative dell’associazione Albergatori si sono rivelate esatte.
L’Elba ha appena archiviato una Pasqua in sordina. Mancano ancora i dati ufficiali ma, secondo gli albergatori, le presenze nelle strutture ricettive aperte in questi giorni hanno subito un calo di circa il 20% rispetto al 2011. «Speravamo in un colpo di coda – commenta il presidente dell’associazione Albergatori, Massimo De Ferrari – e invece è stata una Pasqua in tono minore. Purtroppo le previsioni meteo sbagliate, forse, hanno spaventato i turisti, In realtà, a parte qualche schizzo a Pasqua, il tempo non era così brutto. Ma è chiaro che i numeri parlano chiaro».
Solo una sessantina di hotel sul totale di 180 strutture elbane era aperti durante il week-end. E così una Pasqua come quella del 2011, che non fu certo considerata esaltante, diventa un lusso rispetto all’andamento di quest’anno.
Lo scarso movimento nel week-end è testimoniato anche dalle biglietterie delle compagnie marittimi, i primi ad avere un termometro dei flussi turistici. Gli addetti ai lavori, infatti, riscontrano un calo significativo rispetto al 2011. «Solo una nave in due giorni era al completo – confermano dalla biglietteria di Moby - lo scorso anno nei giorni di Pasqua e Pasquetta abbiamo riempito diversi traghetti».
Sarebbe riduttivo attribuire il calo esclusivamente al meteo non esaltante. Se la crisi che le famiglie si trovano a dover affrontare ha un certo peso, esistono altre cause “minori” che gli albergatori vogliono sottolineare. «È chiaro che rispetto alla terra ferma scontiamo il fatto che si debba pagare il biglietto del traghetto – dice Massimo De Ferrari – e che, in questo periodo, l’isola offra poco sotto l’aspetto dell’offerta culturale e commerciale, i due motivi che muovono i turisti al di fuori dalla stagione estiva. Inoltre ci sono dei dettagli che andrebbero limati: faccio l’esempio delle aziende vinicole, la cui maggior parte in questi giorni di Pasqua non ha aperto».
L’auspicio dell’associazione è che la stagione turistica cambi passo a partire dal ponte del 25 aprile e del 1 maggio. «Speriamo che la primavera ci dia una mano – commenta De Ferrari – in quei giorni saranno aperte parecchie strutture in più».
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