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Vigili in viale Amendola «Casotto fuori norma»
Smentita la società costruttrice del complesso turistico che sosteneva l’aderenza dei lavori al progetto: la baracchina (un vano contatori) sarà demolita
PIOMBINO. Non ha fatto in tempo a respingere le accuse che viene smentita dal Comune: la società costruttrice del complesso turistico di viale Amendola, la Sorgente di Campiglia, ieri sul Tirreno per bocca dell’amministratore delegato Antonino Simeti, aveva chiarito la posizione dell’azienda, ribadendo la totale aderenza dei lavori al progetto originario.
La dichiarazione arrivava a seguito delle critiche e dei dubbi che in città si stanno vivendo attorno alla costruzione delle strutture turistico-ricettive (bar, ristorante, piscina e affittacamere) che dovrebbero essere ultimate per la fine di giugno, con apertura dell’impianto prevista per metà luglio.
Le sicurezze di Simeti si scontrano però adesso con la comunicazione dell’amministrazione comunale che valuta irregolare la baracchina in muratura spuntata negli ultimi giorni, contro la quale hanno puntato il dito gli oppositori al progetto.
«In merito agli articoli apparsi sulla stampa relativi all’intervento edilizio di viale Amendola per la realizzazione del complesso turistico-ricettivo – recita un comunicato dell’amministrazione comunale – si comunica che a seguito delle verifiche compiute dai vigili edilizi e dagli uffici edilizia del Comune, il manufatto in muratura recentemente realizzato in prossimità del piede della scarpata risulta difforme dal progetto originale. Pertanto il Comune procederà con provvedimenti conseguenti previsti dalle leggi in materia».
Una bella batosta questa per Simeti che aveva chiarito la funzione della struttura incriminata: «È semplicemente il vano contatori – aveva spiegato – che alla fine, tra alberi e piante, sarà quasi completamente nascosto». Una spiegazione evidentemente non sufficiente né tantomeno accettabile per l’amministrazione che provvederà nei prossimi giorni a notificare all’azienda la decisione più probabile, la demolizione.
A motivare il provvedimento è l’assessore all’urbanistica Luciano Francardi: «Nel piano particolareggiato della costa si stabilisce che i locali tecnici debbano essere integrati o adiacenti alle strutture». Nell’ambito di un progetto che ha sin dall’inizio attirato attenzione e perplessità, a partire dall’opposizione della Soprintendenza per i volumi all’interno del vincolo paesaggistico, si sono fatte strada, da più parti e di pari passo con l’avanzamento dei lavori, opinioni negative sull’aspetto generale del complesso che sta nascendo.
«Troppo cemento», è l’accusa unanime dei detrattori. «Aspettate la fine dei lavori per giudicare», il senso della risposta del costruttore.
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