Il Tirreno

Toremar, i sindacati «L’addio di Roma è una vera sorpresa»

di Luca Centini
Toremar, i sindacati «L’addio di Roma è una vera sorpresa»

Preoccupazione per i movimenti ai piani alti della società Salsa (Cgil): le cause devono essere chiarite al più presto

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PORTOFERRAIO. «Siamo preoccupati, ora aspettiamo dei chiarimenti su quanto è accaduto alla Toremar». I sindacati sono spiazzati. Neanche loro si aspettavano il fulmine a ciel sereno che ha scosso i vertici della compagnia marittima. Dopo neanche quattro mesi dalla firma del contratto con la Regione, con la quale è stato portato a termine il lungo percorso di privatizzazione, il presidente Angelo Roma ha rassegnato le dimissioni. Una scelta che non è ancora stata motivata dall’azienda, né dal diretto interessato ma che, secondo le indiscrezioni, sarebbe legata alle incomprensioni ed alle divergenze, incontrate in questi mesi dall’ ex presidente che ha guidato la società ex Tirrenia fino al compimento della privatizzazione.

La rottura tra Roma e la proprietà ha spiazzato un po’ tutti. I sindacati, in primo luogo, che hanno appreso la notizia dalla stampa. E la Regione che - non è un mistero - riponeva la massima fiducia nell’ex presidente che in questi anni ha gestito la compagnia ex statale. Per il momento da Firenze non arrivano dichiarazioni in merito a quanto accaduto, così come i sindacati aspettano di conoscere i dettagli della situazione per prendere una posizione definitiva. «In questo momento siamo perplessi – dice Andrea Sirabella, responsabile di Uiltrasporti – ma sicuri che l’azienda saprà chiarire cosa è successo. La proprietà aveva deciso di mantenere Roma come presidente, poi è cambiato tutto in pochi mesi. La compagnia perde molto, soprattutto sotto il profilo del rapporto con le istituzioni». L’impressione, ammessa dagli stessi addetti ai lavori, è che l’uscita di Roma sposti necessariamente l’asticella verso una più spiccata gestione di stampo Moby, anche perché sarà lo stesso Achille Onorato, almeno per il momento, ad assolvere contemporaneamente i ruoli di amministratore delegato e presidente. Discorso a parte merita invece il licenziamento in tronco stabilito dalla proprietà di Toremar al responsabile delle manutenzioni Rutilio Cesari. Anche in questo caso la compagnia non ha chiarito le cause della rottura, sebbene, secondo quanto trapela, sarebbero stati determinanti i costi troppo alti delle manutenzioni anche negli anni di gestione regionale. «Eppure le spese erano messe a bilancio e, da quello che sapevamo, negli anni la compagnia aveva cercato di tirare la cinghia – spiega Agostino Salsa, responsabile di Filt Cgil – è tuttavia inutile prendere posizione, finché non conosceremo fino in fondo le cause del licenziamento». Una posizione di attesa, condivisa anche dagli altri sindacati. «Siamo tutti sorpresi anche perché un licenziamento del genere in una società come Toremar è quanto meno una cosa rara – spiega Marcello Catuogno (Fit Cisl) – ci devono essere delle motivazioni gravi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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