Sicurezza
Preghiere e amicizia i boy scout in città celebrano la Pasqua
PIOMBINO. I piombinesi li hanno visti invadere il centro storico giovedì pomeriggio, coinvolti in una specie di caccia al tesoro. La sera stessa impegnati all’Immacolata – come in altre chiese della...
PIOMBINO. I piombinesi li hanno visti invadere il centro storico giovedì pomeriggio, coinvolti in una specie di caccia al tesoro.
La sera stessa impegnati all’Immacolata – come in altre chiese della città – nella veglia davanti all’altare della deposizione, in ricordo dell’ultima cena di Gesù.
Sono i 250 boy scout arrivati da tutta Italia. «Da Caserta al Veneto...» spiegano, con soddisfazione, i ragazzi, avvicinati ieri nell’area verde della Casa del fanciullo. Grazie a padre Marco Sebastiani, parroco dell’Immacolata, gli scout hanno trasformato, questa preparazione alla Pasqua, in un appuntamento immancabile del calendario annuale.
«Ormai davvero quasi una tradizione...– conferma Luciano Bussotti, piombinese, caporeparto e capogruppo – alla base c’è sempre la volontà e l’accoglienza dei Frati minori. Dal mercoledì al sabato, prima di Pasqua, siamo a Piombino»
«I gruppi – racconta il caporeparto – arrivano con ogni mezzo: in treno, in autobus o addirittura in bicicletta...così da Firenze».
Prepararsi alla Pasqua, in che modo?
«Portiamo avanti – prosegue Bussotti – tutte le attività scout. Soprattutto, visto che i ragazzi arrivano da tutta Italia, cerchiamo di farli socializzare. Insieme, poi, nella preghiera e nelle riflessioni».
Clan e reparti (giovani dai 16 ai 21 anni) che hanno montato le tende per dormire sul campo di calcio dei Frati. «Proprio per farli conoscere – spiega Luciano Bussotti – abbiamo organizzato 12 clan di formazione. Importante che svolgessero attività per conoscersi e,in seguito, tornare nei clan di origine per condividere esperienze ed emozioni, incontrando anche i frati»
Ieri venerdì santo, giornata di commemorazione della passione e crocifissione di Cristo, giornata di digiuno per gli scout ospiti all’Immacolata.
«Momento di condivisione dei problemi – conclude Luciano Bussotti – e ricerca di risposte da condividere».
Stamani alle 11,30 chiusura del campo, si torna a casa: più che un addio, un affettuoso arrivederci.
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