Sicurezza
«Sotto via Amendola rispettate tutte le regole»
La società costruttrice del complesso turistico respinge le accuse Salvo imprevisti, il taglio del nastro ci sarà entro fine luglio
PIOMBINO. «Troppo cemento? Io applico solo un progetto già definito e approvato». Questa la risposta di Antonino Simeti, amministratore delegato della società campigliese Sorgente, vincitrice del bando per la realizzazione del complesso turistico-ricettivo di viale Amendola, alle critiche che stanno infiammando la costruzione della struttura. Il “Comitato no cementificazione via Amendola”su facebook e non solo, ma anche semplici cittadini, magari residenti nella zona, hanno espresso a più voci parecchie perplessità sui lavori che farebbero emergere un’eccessiva presenza di cemento, in un contesto naturale sinora intatto. Simeti in ogni caso sottolinea la conformità delle operazioni al progetto originario: «Ci atteniamo solo al piano di lavoro iniziale – spiega l’amministratore delegato della Sorgente – Se nel prospetto si fosse parlato di legno, avremmo costruito in legno, e probabilmente ci avrei pure risparmiato. Scherzi a parte, credo che si dovrà aspettare il termine dei lavori per avere un’idea chiara del complesso». La stessa opinione arriva anche dal Comune, con l’assessore all’urbanistica Luciano Francardi che invita alla cautela: «Credo si debba aspettare e vedere l’effetto finale prima di qualsiasi giudizio. Per quanto ci riguarda comunque il controllo sui lavori è costante». Sulla tempistica la previsione della ditta sembra confermare l’ipotesi annunciata nel settembre del 2011: «Stiamo lavorando il più velocemente possibile – afferma Simeti – secondo le possibilità che abbiamo. La costruzione sta andando avanti a buon ritmo. La speranza, imprevisti permettendo, è di finire entro giugno, per aprire a metà luglio». Al di là della percezione raccolta dai piombinesi sull’intera edificazione, c’è anche un elemento ben preciso sul quale si è puntato il dito nell’ultimo periodo: lo spuntare di una struttura, considerata in calcestruzzo e non presente nel progetto. «Prima di tutto è in muratura – dice Simeti – e poi non è niente di che. Non sono docce, né bagni o altro. È semplicemente il vano contatori, che alla fine, tra alberi e piante, sarà quasi completamente nascosto». L’altro punto chiave emerso a settembre, all’interno del complesso che vedrà la nascita di bar, ristorante, piscina e affittacamere (6 camere in totale), riguardava il chiosco-bar, l’unico volume dentro il vincolo paesaggistico e oggetto di opposizione con la Soprintendenza. «Per quest’anno il chiosco non ci sarà – spiega Simeti – Per il futuro invece cercheremo di arrivare a una soluzione, in accordo con il Comune, che soddisfi tutte le figure in gioco. Stiamo pensando anche a delle alternative, come strutture trasferibili. Vedremo».
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